
Una strisciata di isolette coralline, per la precisione 800, che dall’estremo lembo della Florida che si inoltrano nel Golfo del Messico, dividendolo dall’oceano atlantico. Più vicine all’Avana che a Miami a cui sono collegate da una lunghissima autostrada detta “Overseas Highway”. 200 kilometri di asfalto e 40 ponti .
e cirrocondata da un bel giardino e piena di gatti.
dove mangiare dell’ottimo pesce e delle conch fritte. . E ci sono i pellicani.. appollaiati sui pali di legno che reggono i moli…Stanno li mezzi addormentati aspettando qualche bocconcino lanciato loro dalla cucina di qualche ristorante.
iniziato da bambino. Ti offre un sigaro. Ma non fumo! E sono una donna! Mi guarda e mi sorride e mi porge quel sigaro enorme. Ma si.. ma chissenefrega! Io lo assaggio! In Italia farebbero salti mortali per quel sigaro artigianale!« Sonny era una leggenda, quasi un Dio per i musicisti più giovani. Molti pensavano che suonasse al livello di Bird. Quello che posso dire io è che ci andava molto vicino. Era un musicista aggressivo e innovativo con sempre nuove idee. Mi piaceva tantissimo come suonatore ed era anche un grande compositore. (Ma penso che più tardi Coltrane lo abbia influenzato e gli abbia fatto cambiare stile. Se avesse continuato quello che stava facendo quando lo conobbi, forse sarebbe oggi un musicista anche più grande di quello che è - ed è un grande musicista) »
(Miles Davis [1])
Sonny ha i primi contatti con la musica a 11 anni, quando prende lezioni di pianoforte e di sassofono; dopo una breve esperienza con il sassofono contralto, passa permanentemente al sax tenore nel 1946, all'età di 16 anni. Entra negli Harlem Rollin' dove suonano anche Jackie McLean, Arthur Taylor, e Kenny Drew con i quali costituirà una band alle scuole superiori. I suoi genitori provenivano dalle isole Vergini ed egli amava molto la musica da ballo dei Caraibi: si avvicinò al sassofono nell'era della musica "jump" antecedente al rock and roll e, anche se la sua musica rivela quel passato, Rollins va molto al di là: una sua singola improvvisazione (ed alcune sono molto estese) può sembrare come un veloce cammino a ritroso attraverso la musica popolare dell'Ovest, costruita in modo così eccentrico da risultare quasi astratta.
Le sorelle ed i fratelli di Sonny erano tutti studenti di musica classica, ma uno zio sassofonista, appassionato di blues, conquistò con la sua musica il giovane che assorbì gli stili degli idoli del sassofono degli anni '40: da Coleman Hawkins prese la sonorità intensa e l'abilità di muoversi tra gli accordi, da Lester Young la capacità di raccontare storie nel modo più originale, da Charlie Parker tutte le caratteristiche di Hawkins e Young messe insieme sintetizzate in un nuovo, rivoluzionario, linguaggio. Da questo crogiolo ribollente Rollins emerse con un bagaglio unico di sicurezza, velocità, swing e spontaneità inventiva. Anche il pianista Thelonious Monk influenzò molto Rollins, rendendo i suoi assoli più frammentari e melodicamente più imprevedibili, con un'inclinazione a spezzettare il materiale tradizionale e spesso a rovesciarlo.Alla fine degli anni '40 aveva raggiunto un livello di bravura tale da poter cominciare a suonare con i musicisti suoi idoli, e con i suoi coetanei che stavano facendo la storia del jazz, tra cui Miles Davis, con cui si sarebbe ritrovato più volte nel corso degli anni. L'ascolto di Oleo[2], Doxy e Airegin[3] sull'LP Bags' groove (1954) e dell'album di Thelonius Monk Brilliant corners (1956) dimostra la statura raggiunta da Rollins come strumentista e come compositore: gli standard da lui composti in questi anni restano tra i più famosi e frequentati.
Nel 1955 sostituì Harold Land nel quintetto di Clifford Brown e Max Roach. Negli anni successivi realizzò molte incisioni che lo proiettarono nel firmamento del jazz con la considerazione di miglior sassofonista dai tempi di Charlie Parker. Nella seconda metà degli anni '50 registrò, molto spesso insieme a Roach, alcuni dei suoi lavori più importanti: il fondamentale Saxophone Colossus, Tenor Madness (in cui lo si può ascoltare in una spettacolare chase - o gara - con John Coltrane appena approdato al quintetto di Miles Davis), The freedom suite.
La celebrità che accompagnò Rollins in questo periodo non spense mai il suo innato desiderio di apprendere ed evolversi, un impulso che egli stesso attribuisce alla volontà di competere con i suoi fratelli maggiori. Proprio quando l'avanguardia avanzava Rollins si prese due anni di riposo, dal 1959 al 1961, per approfondire i complessi problemi riguardo il rapporto tra improvvisazione e struttura. In quei due anni, Rollins riprese a studiare lo strumento come se dovesse ricominciare, e per evitare le proteste dei vicini prese ad andare a studiare su un ponte sull'East River, dove talvolta lo raggiungeva Steve Lacy anch'egli alle prese con una riflessione sulla sua musica.Si ritirò nuovamente tra il 1969 ed il 1971 per tornare nel 1972 alla guida di giovani band che, però, eseguivano un jazz più commerciale.In tempi più recenti Sonny Rollins ha sempre più spesso lasciato emergere gli entusiasmi musicali dei suoi anni giovanili, e molte delle sue registrazioni dello scorso decennio comprendono un funk molto più rilassato, ballads romantiche e musica soul contagiosa. Ma egli resta un improvvisatore senza pari. In qualsiasi momento, nelle performance dal vivo, egli è sempre in grado di lasciare che la sua creatività, ancora vivace e ostinata, attinga alla sua inesauribile riserva di melodia per elaborarla in maniera ammaliante ed imprevedibile. Al Ronnie Scott's Club di Londra si ricorda ancora un finale di un suo concerto: mentre dava la buonanotte al pubblico, di colpo affiorò nella sua memoria una serie di canzoni in stile Tin Pan Alley' intitolate Goodnight: andò avanti senza accompagnamento per oltre un'ora, quasi senza prendere fiato.Dopo la perdita, due anni fa, della moglie Lucille che gli aveva fatto da agente per più di trent'anni, Rollins ha fondato una propria casa editrice, la Doxy Records[5], che, nel Gennaio 2007, ha pubblicato il suo primo album di studio da più di cinque anni, "Sonny, please"[6].La spinta continua ad elaborare nuova musica traendo ispirazione da quella vecchia fa parte dello spirito jazz, di cui Sonny Rollins è un portavoce folgorante. Tornato ai concerti dal vivo ed alla improvvisazione, ha dimostrato ampiamente negli ultimi anni, anche se ormai over 70, di essere ancora il numero 1 nello strumento principe del jazz.









Il ragtime nasce a Sedalia nello stato del Missouri perché li abitava Scott Joplin (Texas, 1868) pianista negro* e principale compositore di ragtime. Il ragtime è una composizione per pianoforte, La caratteristica del ragtime di essere un pezzo completamente definito sulla carta (spartito) fa si che il manchi dell’elemento principale del jazz: l’improvvisazione. Ma del jazz è uno dei padri, un po’ perché il ritmo è molto swing (oscillante)
e un po’ perché le prime brass-band utilizzavano le melodie rag come guida per le loro performance . Lo schema del ragtime si rifà completamente alle forme classiche: dal trio del minuetto alle strutture dei valzer di J.Strass. Anche lo stile pianistico pesca a piene mani dai classici: Schubert, Chopin e su tutti Liszt. Il tutto naturalmente filtrato dalla sensibilità degli esecutori. L’ambiente in cui si sviluppò fu vario. Si va dai Saloon dove musicisti o rulli meccanici accompagnano il chiasso degli avventori alle sale da ballo “bene” delle grandi città. Scott Joplin fu il maestro di questo genere, autore di 600 rag una sinfonia e due opere liriche, ma sarà Jelly Roll Morton di New Orleans a dare a questo genere un aspetto più jazzistico trattando la composizione in modo più libero.
Eppure, io nata a due passi dalla cupola di San Pietro, ma anticlericale all’ennesima potenza, da piccola quando mi domandavano dove abitassi, dicevo un po’ sconsolata : “abito in periferia!” Dieci minuti al massimo di moto e sono in centro, Nel centro di Roma. Sono passati molti anni (e lo confesso circa 46 anni..e mo’ fatevi conti!..). Quello che definivo “quartiere periferico” è diventato semicentrale! Dietro tonnellate di metri cubi di cemento. Arrivano quasi, anzi senza quasi, in terra d’Etruria. Tra un po’ tra Roma Nord e Viterbo non ci sarà più confine!
sotto il colle (non uno dei sette e nemmeno l’ottavo!) qualcosa in più abbiamo ottenuto. Abbiamo anche un treno fortunatamente coperto ottenuto dopo che il comitato di quartiere aveva alzato le barricate come fecero i francesi a Porta Pia, poiché qualche progettista intelligente voleva far passare la ferrovia scoperta in mezzo ai palazzi.
vero “cozza” un po’ tra le chiese di San Rocco (facciata del Valadier) il retro di San Carlo al Corso (1600) ed alla fine quella di S. Girolamo (1588 circa) e il mausoleo di Augusto (ometto l’edificio del ventennio di Morpurgo, ma almeno ha un bel mosaico). Isomma la teca di Richard Meier credo che sia un granellino di sabbia, una goccia nel mare magnum della tragedia dell’edilizia romana.
hanno case che costano un quarto, linee metropolitane efficientissime, ospedali… e potrei continuare citando per ogni “gustosa” ricetta un “valido” servizio, servizio che realmente migliora la vita di un cittadino, assai di più di un piatto di pasta. (Le puntarelle ve le lascio..la carbonara no! Per mille merluzzi!)
Mezze adibite ad uffici e mezze ad abitazione, Squallore e disagio per la signora che ha la testata del letto dietro le nostre macchinette del caffè! Tutta la notte il rumore del motore del frigo.. morale.. hanno spostato tutto! A parte queste note folkloristiche, nel quartiere senza nome (come Giovanni senza terra!) i palazzi sono orribili. Addirittura uno ha una canna fumaria esterna di mattoni rossi. Sembra un tetro crematorio nazista! Cosa offre di svago questo quartiere? Una tavola calda (il famoso “unto”) ed un bar, un parrucchiere. Niente altro. Ma dico una posta, una banca.. dei servizi per uso civile. Librerie e posti simili sono un miraggio! Ma cosa fanno i ragazzi la sera in questo dormitorio???? Potete immaginarlo! E come questo di quartiere senza nome e senza servizi ce ne sono a centinaia. Case tutte uguali. Al massimo un centro commerciale. Odio i centri
commerciali. Non c’è giorno, non c’è notte. Solo luci ed corridoi anonimi. Ragazzine che girano e girano senza uno scopo con l’orrido hamburger del fast food e la coca cola.
No signori miei !Specchiamoci sugli esempi dei quartieri satelliti di Bercy -Tolbiac (Parigi) dove il comune è imprenditore di se stesso, dove l’edilizia popolare si divide con quella residenziale e quella degli uffici. I centri commerciali sono banditi. Si incrementa il bottegaio (quanto mi piace parlare con i bottegai! Ne hanno cose da raccontare!).
briciolo di comprendonio per capire come andrebbe costruito un palazzo decente! Comprano terreni, chiedono il permesso per un tot di Metri cubi e poi con una legge chiamata “accordo di programma” donano pochi spiccioli al comune per costruire un tratto della metro c-d-e-f-g ( tra cent’anni!)in cambio dell’ampliamento della cubatura! Ed senza contare il finanziamento che elargiscono (legge odiosa) i partiti.. TUTTI! SENZA DISTINZIONE!
Roesler Franz sono ormai lontani. Il vecchio Porto di Ripetta ha fatto spazio agli argini mussoliniani (ma li è stato un obbligo…se passate per il centro potete vedere ogni tanto delle piccole lapidi sui muri della case Segnano l’altezza dell’acqua quando “er tevere straripava”)
Tutti i giorni. Le ruote della mia moto come i piedi dei turisti, calpestano “la storia”. L’alba sopra il circo Massimo con lo sfondo dei palazzi imperiali sul Palatino è superba. Irripetibile. 
