Le ho sognate. Ho sognato le lucciole.
Piccole luci vaganti punteggiano l'oscurità della notte, le lucciole. Compaiono raramente nei miei sogni, ma quando il tremulo battito intermittente mi ha fatto visita, mi sono lasciata facilmente catturare dal fascino di questa immagine legata alle lunghe sere estive, all'aria tiepida, a luoghi non appiattiti dalla fredda illuminazione artificiale, alla natura incontaminata ed all'infanzia.
Alla filastrocca che cantavamo in montagna, al mare ed anche in città. "Lucciola lucciola vien da me, ti darò il pan del re, pan del re e della regina lucciola lucciola vieni vicina". Pper ogni bambino le lucciole sono meraviglia, stupore di fronte al prodigio di una luce volante, desiderio di capire, di possedere la magia di quel pulsare; e sono corse e rincorse, mani tese nel buio, palmi raccolti a contenere e a godere quel miracolo, quella magia della notte.Dicono che nei sogni le lucciole sono spesso associate a questo aspetto di meraviglia, di bellezza e di illuminazione simbolica di qualche aspetto della realtà. Vedere lucciole nei sogni fa presagire contenuti che emergono dalle profondità dell'inconscio, nuovi aspetti della personalità del sognatore che si adeguano alla realtà diurna. In generale le lucciole che compaiono nei sogni vanno collegate a a qualche rivelazione importante o alla soluzione di qualche problema che può apparire alla persona come "una luce nel buio".
Ricordi di lucciole allegre magiche improvvisi movimenti di luce luminosa che pulsa tra un filo d’erba e un cespuglio parole che dipingono sorrisi, paroleappiccicateallelabbra parole che si sciolgono in una tavolozza di colori parole di fiducia e leggerezza.
Eccole. Sono luce della primavera che ballano che ti fanno sentire il
profumo della natura durante la notte Non solo ballano ma si rinconrono tra loro si nascondano e poi riappaiano Come leggere stelile nel cielo dell'estate .
Mi sveglio incantata ancora dalla magica visione di questa rara bellezza. Ma non era un sogno. Erano li davanti a me. In una notte di inizio d’estate. Una più temeraria si è staccata dal piccolo sciame e mi si è avvicinata. Stupidamente ho cercato di catturare la sua immagine. Stupidamente l’ho impaurita e se ne è andata. Miracolosamente era di nuovo vicino a me.
Non c’era tempo, non c’erano gli anni felici passati a rincorrerle. C’ero solo io. C’erano le lucciole ad illuminarmi la notte.
Celine Dionne-A Grave for a Fireflyer (Hotrau no haka)
Céline Marie Claudette Dion (Charlemagne , Quebec, 30 marzo 1968) è una cantante canadese. Francofona di nascita, la sua produzione è indifferentemente in lingua francese e inglese (più qualche eccezione in spagnolo, tedesco, giapponese, napoletano e italiano).Nel 2007 la Sony ha dichiarato che i dischi venduti dalla Dion con quest'etichetta hanno superato i 200 milioni (più di 230 milioni contando anche i singoli), Céline è perciò tra le artiste femminili di maggior successo. La sua voce è una delle più potenti e al contempo acute del panorama canoro mondiale. Ha vinto moltissimi premi fra cui 2 Oscar, 3 Golden Globe, 6 Grammy Awards, 11 World Music Awards, 7 Billboard Music Awards, 21 Juno Awards e 38 Félix Awards.Nata ultima di quattordici fratelli, deve il suo nome a una canzone di Hughes Aufray, che la madre cantava mentre era incinta.Cominicia a cantare da piccolissima. La sua prima apparizione in pubblico è datata 18/08/1973, al matrimonio del fratello in cui canta Du fils, des aiguilles et du coton e Mamy blue. Le sue prime esibizioni avvengono nel locale dei suoi genitori Le vieux barile; alcuni sui fratelli avevano già costituito il gruppo A. Dion et son ensamble ed altri i D si D, mentre il fratello Michel aveva messo insieme gli Show.Il vero inizio di Céline come cantante avviene nel 1981 quando i fratelli insieme alla madre compongono una canzone intitolata Ce n'était qu'un rêve. Dopo aver inciso questo brano su un demo-tape, la madre decise di mandare questo nastro al manager più importante in quel periodo in Quebec, René Angelil, che volle incontrare questa ragazzina dalla grande voce. Al sublime canto di questa fanciulla René si sciolse in lacrime, Céline guardò la mamma pensando "Ce l’abbiamo fatta!". Fu proprio così: René affidò la voce di Céline ad Eddie Marney (autore di brani per Edith Piaf, Barbra Streisand) che per Céline scrisse La Voix Du Bon Dieu.René Angelil, diventato manager assoluto di Céline Dion, ipotecò la propria casa per finanziare e pubblicare nel 1981 il primo album.Nel 1982 dopo il successo di "Ce n'était qu' un rêve", che la fece apparire per la prima volta in uno show canadese di grossa fama, e un album di canti natalizi, esce il suo terzo album Tellement J'ai D'Amour Pour Toi. Con il brano omonimo, Céline trionfò al World Popular Music Festival di Tokyo, ricevendo il primo premio, la medaglia d’oro. Nel 1983 partecipa a Champs Elysée, la più famosa trasmissione musicale francese.Il successo di Céline cresceva sempre più: ormai tutto il Canada parla di lei. Nel 1984 si esibisce per la prima volta all'Olympia di Parigi, con una piccola partecipazione in uno show umoristico. Studia il tedesco all'École Berlitz, per un lancio in Germania che non ha molto successo e, ormai adolescente, flirta con un certo Sylvain. Nello stesso anno canta Une colombe davanti a Giovanni Paolo II in visita in Canada. Iniziano i suoi primi veri tour che la portano in moltissimi paesi del Canada, il che porta a realizzare l'album live Céline Dion en concert dove si cimenta anche in cover inglesi come What a feeling e Somewhere over the rainbow e cover di brani di Felix Leclerc e Michel Legrand, oltre che in un brano della Boheme di Bizet. Partecipa anche alla colonna sonora in francese e in inglese del film per ragazzi Operation beurre de pinottes (= operazione burro di arachidi).Dopo aver visto in tv un esibizione di Michael Jackson, Céline dice a René di voler diventare una star internazionale come Jackson, così Angélil pensò che fosse ora di cambiare immagine, look e genere musicale; nel frattempo manda Céline all'École Berlitz per studiare l'inglese.Nel 1997 esce l'album Let's talk about love, che contiene, oltre a numerose collaborazioni con Luciano Pavarotti, Bee Gees, Barbra Streisand. Sono tutti brani originali scritti per lei da artisti diversi, da Bryan Adams (Let's talk about love) a Carole King (The reason), ai Bee Gees (Immortality) con due sole cover: I hate you then I love you (Grande Grande grande) di Mina e When I need you di Leo Sayer. Ma sopratutto l'album è ricordato per la canzone My Heart Will Go On tratta dal film Titanic. La canzone vince l'Oscar nel 1998 e le dà un successo mondiale mai visto nella storia della musica; è un inno all'amore che sarà per sempre legato al nome di Céline. L'album vende più di 35 milioni di copie.Nello stesso anno Céline duetta con Pavarotti al Pavarotti & Friends di Modena, è ospite al Festival di Sanremo e partecipa a Divas Live, l'evento organizzato dalla casa discografica VH1 in cui duetta con Aretha Franklin, Mariah Carey, Gloria Estefan, Shania Twain e Carole King. Incide anche il secondo album scritto da Goldman e Erick Benzi, S'il suffisait d'aimer ed esce la sua prima biografia autorizzata.L'anno seguente ha un'altra nomination agli Oscar per The prayer cantata in coppia con Andrea Bocelli, inclusa nell'album natalizio These are special times, album che vede anche il duetto con R Kelly, I'm your angel e persino una canzone scritta per la prima volta da Céline, Don't save it all for Christmas day.Durante il tour mondiale seguito a Let's talk about love e agli altri album, il marito e produttore di Céline, René, viene colpito dal cancro, Céline segue le sue cure con grande appressione; durante la tappa allo Stade de France, da cui viene tratto il live Au coeur du Stade, annuncia che René si è ripreso ed il marito appare in videoconferenza dalla Florida.Nel 1999 pubblica la sua prima raccolta All The Way...A Decade Of Song, che contiene 7 inediti, tra cui That's The Way It Is, Then You Look At Me, colonna sonora del film L'Uomo Bicentenario, e Live, traccia portante del musical di Riccardo Cocciante e Luc Plamondon, Notre Dame De Paris. L'album presenta anche un duetto virtuale con Frank Sinatra: All the way. Il lancio del disco è realizzato con un grande concerto cui partecipano anche gli ['N Sync]] e le Destiny's Child.Il 31 dicembre dello stesso anno, Céline dà il suo arrivederci alle scene con un grande concerto a Montreal chiamato La dernière de Céline, affiancata da molti amici come Bryan Adams, Garou e tanti altri e da tutta la sua famiglia. Molti personaggi famosi dichiarano ufficialmente di passare l'ultima notte del millennio guardando il concerto di Céline in tv, fra questi Mohammed Alì e il presidente degli Usa Bill Clinton. Céline conclude il millennio e questa prima straordinaria parte di carriera con la sua prima canzone, scritta da sua madre, Ce n'était qu'un reve.Inizia poi il suo tanto atteso anno sabbatico. Nel suo riposo Céline non canta più. Nel 2000 si risposa nuovamente con René, studia lo spagnolo, gioca a golf e taglia cortissimi i capelli. Per un periodo non riesce ad avere figli, ma poi nel 2001 darà alla luce il suo primo figlio René-Charles e si fa vedere in pubblico per la prima volta per il battesimo del figlio nel duomo di Montreal. La pausa sarà interrotta solo per eseguire God bless America, in memoria delle vittime dell'11 settembre 2001.

Una tomba per le lucciole (火垂るの墓, Hotaru no haka?) è un film d'animazione giapponese del 1988 tratto dall'omonimo romanzo semi-autobiografico di Akiyuki Nosaka.
Sceneggiato e diretto da Isao Takahata, il co-fondatore meno noto di Hayao Miyazaki dello Studio Ghibli, presenta una visione straziante ed intensamente neorealista delle vicende personali di un ragazzo e una bambina indifesi nei confronti dell'orrore della guerra.
Il film venne presentato in contemporanea con Il mio vicino Totoro di Miyazaki. Per la crudezza delle sue immagini, Una tomba per le lucciole divenne un film molto controverso e poco pubblicizzato.
Le lucciole del titolo sono quasi l'unico squarcio di positività in una notte che non termina nemmeno con la fine della guerra.
Trama
L'orrore della guerra si abbatte sul giovane Seita che si vede costretto a scappare al rifugio antiaereo insieme al resto della popolazione del suo villaggio prendendosi in carico sua sorella Setsuko. Costretto a separarsi dalla madre (il padre è impegnato nella marina militare - morirà combattendo) fugge da casa senza quasi comprendere ciò che accade: è meravigliato all'inizio nel vedere che gli aerei non sganciano bombe ma spezzoni incendiari. Solo quando le case di legno intorno a lui iniziano a bruciare comprende appieno l'azione dei nemici.
Durante il suo pellegrinaggio per la città rasa al suolo si reca alla scuola dove ritrova la madre. Mentre la sorella viene presa in cura da una conoscente Seita fa visita alla mamma ma la trova largamente ustionata e coperta di bende. La vede quindi morire sotto i suoi occhi e quando esce dalla scuola non gli resta che raccontare una bugia alla piccola Setsuko che da quel giorno non chiederà altro che rivedere la madre. Ma con una scusa il giovane riesce a tenerla a bada e a nasconderle la verità.
Seita si dirige quindi verso la casa di una zia, in un villaggio vicino, e riceve una calda accoglienza. La donna sembra molto disponibile e offre loro un riparo e del cibo. Seita crede quindi di aver trovato un luogo in cui stare ma, presto, quando il cibo inizia a scarseggiare, la zia si dimostra molto dura nei suoi confronti e il ragazzo si sente costretto a lasciare l'abitazione.
I due si trasferiscono quindi in un rifugio nelle vicinanze di un lago e per un po' di tempo riescono a vivere grazie al riso che erano riusciti a comprare e ad altri prodotti che avevano lasciato nella loro vecchia casa. Ma ben presto il cibo finisce nuovamente e con i soldi rimasti il giovane non è più in grado di comprare viveri: la guerra ha portato al razionamento forzato delle provviste e nessuno può aiutarlo.
Iniziano così i tempi difficili e Seita è costretto ad allontanarsi dal rifugio per cercare il cibo arrivando a rubarlo ai contadini, che lo malmenano duramente, e a saccheggiare le case degli sfollati durante gli attacchi nemici. In questo tempo Seita assiste al veloce deperire della piccola Setsuko che ormai non ride e non gioca più come una volta, ma passa le giornate a dormire e lamentarsi. Quando Seita la porta dal dottore, questo gli confida che l'unica cosa di cui ha bisogno la piccola è il cibo, e non medicine.
Infine, un giorno, di ritorno dal solito pellegrinaggio in città, Seita scopre la sorella agonizzante nel proprio letto. La piccola è intenta a succhiare delle pietre invece che caramelle e chiede al fratello se vuole anche lui del riso, che si rivela in verità essere della terra. Il ragazzo non può far altro che tentare di nutrirla con del cocomero, ma ormai è tardi.
Così, quando la guerra termina e la vita lentamente ricomincia, Seita è costretto a cremare la sorella da solo e a dirle addio, circondato da centinaia di lucciole danzanti nell'aria. Stremato e avvilito, Seita si abbandona in un luogo pubblico della città e si lascia morire, nell'indifferenza dei presenti







Dopo l’invasione dei ristoranti cinesi, e che vorrei evitare per un pò, adesso spuntano ristoranti a carattere nipponico ed addirittura Zen.
curiosare un po’, anche se i mie 4 anni passati a Milano a Chinatow mi hanno abituato ad una visione oriental-meneghina dei negozi di alimentari.
Vado a casa. Tiro fuori i miei piattini giapponesi. Stappo le birre. Arriva la mia amica.
sul divano, non era dovuto ai 4 “nigiri”, anzi dopo il trip delle mie letture giapponesi "o-nigiri" , ma alla birra ed alla 200 puntata di Lost.


l mio mercato rionale era costituito da bancarelle e da qualche “box”.
“incartarono” in un cartoccio di carta bianca …e mi regalarono anche un uovo freschissimo, bucato con lo spillo dal contadino. Salmonella??? Ma quando mai! Quel sapore di quell’uovo era straordinario. Quanto mi piaceva!
estate quelle estive.
pantone barilla) e ti spezzavano gli spaghetti che erano interi ovvero si vedevano che erano stesi ad aspettare. Per non parlare poi dei formati…estinti nel corso degli anni…( faccio un appello! Salviamo i capellini dall’estinzione!)
sembra così pallida e sciupata Je faccia nà bella spremuta co sto’ tarocco!
Sordi e Totò, la Magnani) non per lo spettacolo, ma per sentire le battute della platea.
“ No gnente de che!