ottobre 29 2008

hiroshige

Hiroshige Utagawa (歌川広重 ) 1797-1858

Vista su Monte Fuji.

Ware mo omohu
hito mo na wasure
ohonawa ni
ura fuku kaze no
yamu toki mo nashi
 
"Pensami anche tu
senza dimenticarmi,
come il vento (che spira) nella baia
che non cessa mai."

Kasa no Iratsume -Giappone VI Secolo d.c.


 

Ryuichi Sakamoto - ASIENCE

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ottobre 23 2008

be

 

E continuo a sognarti. Continuo a vederti per le strade di Roma. Emaciato, con il tuo immancabile cappellino, ed i baffi sempre più folti.

Ed ogni volta è un pugno nello stomaco. Un dolore che devo per forza far passare. Un dolore più tuo che mio.

Quattordici anni non si stracciano, non si può rimanere insensibili quando mi hai detto tre anni fa “dormo al dormitorio pubblico della città”.  Sono rimasta in silenzio. Come siamo rimasti in silenzio tutti questi anni.

Quattordici anni non si stracciano.  Il cambio di città per starti vicino, il ritorno poi nella mia città. Sradicato dalla tua Milano, in una casa non tua, in una difficile convivenza  con la mia famiglia.

Cosa abbiamo fatto? La mia indipendenza prevalente, i tuoi scatti per non soccombere alle tue mancanze, alla tua dipendenza da parte mia.

“me la sono giocata male” .. questa frase ormai sepolta nella mia memoria, riaffiora. Mi tormenta l’orecchio, il cervello che la ripete dentro di me.

Era amore od era opportunismo?? Stavi con me perché non avevi una casa, una famiglia, o perché mi amavi???

La tua famiglia ero io. Ma in una casa si convive, si costruisce più che distruggere. Non si può affidare la propria vita nelle mani dell’altro. Non ho mai preteso cambi, ma un minimo, sant’iddio, di collaborazione! Ma non ti sentivi umiliato chiedendomi di comprarti le sigarette perché non avevi nemmeno una lira , si dico lira perché non avevi nemmeno quelle? Solo all’ultimo, quando hai capito  che le chance di rimanere insieme erano minime, solo allora ti sei deciso, annaspando, a cercare uno straccio di lavoro.  L’ultimo lo avevi perso dieci anni prima. Marketing manager, parli inglese meglio dell’italiano, il francese lo parli benissimo, sei stato un pioniere del PC e di internet, uno skill così non si getta via. Lo si usa. Per tutti e due. Ma più per te che per me. Più per la tua dignità.  Per non essere guardati  di traverso dai miei, per non elemosinare quelle poche boccate di fumo. Per tua figlia.

Quattordici anni non si stracciano. Li ho stracciati io, una sera di tarda primavera, quando fuori di me ti dissi “Quella è la porta”  Mi hai guardato con uno sguardo di odio. La nostra vita sarebbe cambiata. Tu al nord, senza un soldo, senza una casa, al dormitorio pubblico. Ma non si può tornare indietro. Non si può riavvolgere il tempo. Ho il rimorso di averti redatto un foglio di via senza darti una possibilità di sistemazione. Ma era troppo tardi. Troppo tardi. Non ti ho più sentito. Dignitosamente  non mi hai chiesto nulla.   Non so più nulla di te. E ricordo, ricordo   il freddo che avevi di notte, le coperte che ti mettevo sul piumone per tenerti al caldo. Mi tormenta una sola coperta per te,  la stanza di una dormitorio. Mi tormenta il mio letto occupato solo a metà. Mi tormentano i morsi della solitudine.

Con  l’affetto di sempre.

Billy Joel. This is the time.


Joel ha iniziato a suonare nel primo complesso a quattordici anni, in seguito ha partecipato ad altri complessi e suonato nei piano bar col nome "Bill Martin". Il primo suo album Cold Spring Harbor è uscito nel 1971 e da allora ne sono stati pubblicati molti altri, alcuni dei quali hanno raggiunto traguardi di vendita e di successo molto significativi. Il grande successo è esploso nel 77 con l'album The Stranger, approfittando della pausa dalle scene che si era preso Elton John, il pianista britannico a cui Joel ,bene o male, si ispirava con la sua musica. Successivamente, un ventennio più tardi, con Elton John ha allestito alcuni tour con concerti che hanno visto anche ciascuno suonare le canzoni dell'altro (Face to Face). Billy Joel nel 1999 è stato incluso nella Rock and Roll Hall of Fame.

Joel è cresciuto a Long Island, al di fuori della Città di New York, in una città chiamata Hicksville, nonostante ciò, le sue canzoni contengono molti riferimenti alla New York metropolitana ed urbana, particolarmente l'Isola. Inoltre alla Contea di Lehigh, Pennsylvania, ha dedicato una delle sue canzoni più popolari, Allentown, uscita nel 1982. La canzone, una delle più famose di Joel, costituisce un ritratto della vita nella Allentown industriale, nei primi anni '80.

Sempre nei primi Anni'80 la soap opera Sentieri, almeno nella versione italiana, ha adottato come sigla proprio un brano di Joel intitolato "This is the time", tuttora utilizzato (07/2008 ndr).

Negli ultimi anni, Joel, pur continuando i tour in giro per il mondo, ha interrotto la sua attività di cantautore, ritornando al suo amore per la musica classica e sta sperimentando in quell'area. Fantasies and Delusions, il suo primo album di pezzi classici ha ottenuto una risposta tiepida dalla critica ma ha raggiunto la vetta nella classifica delle vendite di musica classica. Le sue raccolte di successi, pubblicate a ritmo regolare, continuano a vendere molto bene, soprattutto in USA.


Joel si è sposato nel 1971 con la sua manager, Elizabeth Weber. Il matrimonio è finito con il divorzio nel 1982.

In seguito Joel si è sposato nel 1985 con la supermodella Christie Brinkley che era rimasta vedova del precedente marito. Dal loro matrimonio è nata una bambina, Alexa Ray Joel, nel 1986. Anche questo matrimonio è finito con un divorzio nel 1994.

Nel 2004, Joel si è sposato con la ventitreenne Katie Lee. Al momento del matrimonio Joel aveva 54 anni. La figlia di Joel, Alexa Ray Joel, 18 anni, è stata la damigella d'onore. Anche l'ex-moglie di Joel, Christie Brinkley, ha partecipato alla cerimonia e dato alla coppia la sua benedizione. Katie Lee si è laureata all'università e lavora come corrispondente per uno show dell'emittente televisiva PBS.


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ottobre 19 2008

membrane tra passato e sogno

Non ho mai voluto una vita normale.
Una vita assolutamente piatta, lineare sarebbe per me terribilmente monotona.
E sarebbe altrettanto noioso aver elaborato ogni esperienza, ogni trauma, ogni caduta nel momento stesso in cui avveniva.
Ma mi sento offesa quando i mie scheletri negli armadi che ero convita di aver completamente dimenticato, annullato, chiuso a chiave al buio dell’oblio, incominciano a rianimarsi, a venire fuori, ad aprire le porte . In effetti, non è piacevole scoprire che gli effetti (fa più effetto con la ripetizione)
Degli avvenimenti accaduti quando ero piccola si manifestano in età avanzata ed è piuttosto inquietante rendermi conto che le memorie seppellite sotto strati e strati di subconscio riaffiorano solo ora, ad un’età quasi pensionabile, segnalandoci con i loro movimenti sconnessi e dolorosi, che sono pronte ad essere elaborate e rileborate.
Sì. Sono pronta. Faccio affidamento al mio sviluppo interiore (su quello esteriore c’ ho messo una pietra sopra da un pezzo!)che sa quando è pronto, ed adesso è sulla linea di partenza. Con un colpo d’anta li ho rinchiusi nuovamente al buio consacrandoli per sempre al silenzio.
Questo fatto è un segnale indiscutibile della mia crescita e della mia forza.
Ma preferisco parlare al plurale perché questo “mood” non è solo mio. Ma è di tutti.
Quindi: questo fatto è un segnale indiscutibile della nostra crescita e della nostra forza.
Ma spesso non è tutto scaturito da noi. Ci sono sinergie, forze, persone che ci aiutano ancora di più ad emergere ed a staccarci da quella realtà vissuta come un incubo. E’ una fortuna che siano con noi, che ci prendano per mano e che ci diano una mano a chiudere  definitivamente in quell’armadio ormai tarlato  quello che fu.
L'importante è sognare.. poi se il sogno lo vivi o meno, non importa. Importa che tu l'abbia elaborato e vissuto ad occhi chiusi invece che aperti.


 

Eric Carmen "All By MySelf"


 Eric Carmen inizia la sua attività musicale come leader dei Raspbierries, un gruppo che ha avuto un discreto successo negli Stati Uniti, incidendo quattro album tra il '72 e il '74, prima dello scioglimento della band e dell'inizio della carriera solista dell'artista. Il primo lavoro di Carmen nel 1976 incontra subito il favore del pubblico, soprattutto con il singolo "All by myself", anche se il disco, onestamente non é niente di speciale, come non lo é neanche il secondo lavoro pubblicato l'anno successivo. Il terzo album "Change of Heart"(78), é sicuramenete il migliore, con una certa ricercatezza musicale e grandi ospiti tra i musicisti, mentre é insufficiente "Tonight you're mine" del 1980, che porta l'artista ad una riflessione e ad una lunga sosta. Nel 1985, dopo ben cinque anni, Eric Carmen torna con un nuovo lavoro, molto melodico e commerciale, per poi sparire nuovamente dalle scene per tantissimi anni. Riappare solamente nel 1998, con un disco forse tra i meglio riusciti di tutta la sua carriera, pubblicato prima solo in Giappone e poi ristampato anche negli Usa con una copertina ed un titolo diversi.

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ottobre 12 2008

cuore

 

Come proteggere il mio cuore dall’emozioni?
Lui fa sempre quello che gli pare.
Ama e non si lascia amare.

Bill Evans - My foolish heart...

Ma il mio cuore è pazzo o.....

Al Green - How can you mend a broken heart..


Bill Evans (Plainfield, 16 agosto 1929 – New York, 15 settembre 1980) è stato un pianista jazz statunitense.

Con Evans si ha la sensazione che il jazz esca da certi schemi che ricordano i sottofondi sonori ad immagini narranti avvenimenti storici lieti o meno. Il modo raffinato lascia campo alla priorità della musica su ogni tipo di subordinazione visiva. Ascoltando l'introduzione di "Blue in green", il fraseggio di "How deep is the ocean" o il canto di "Spring is here" tutto si riempie, ora questa musica apre all'immaginazione.

Ne "Il jazz oltre il bebop" (pubblicato nel 1994 da Electra-Gallimard) si legge: «Soltanto più tardi si capirà che, con grande discrezione, senza porsi a capo di alcuna corrente, Evans ha guidato una rivoluzione altrettanto profonda di quella di Coltrane o di Coleman. Evans si ispira largamente al jazz modale di cui è uno dei fondatori, pur senza mai sistematizzarne gli apporti. La sua opera di compositore ricorre spesso a vecchi temi standard, cui è assai legato; ma li tratta in un modo che ne alleggerisce il sostegno armonico, spesso vincolante, e apre la strada a svariate possibilità melodiche».

Giudicato spesso superficialmente un pianista da bar come successe molti anni prima al virtuoso Art Tatum, Evans con il suo particolare tocco si è consacrato un pianista da concerto prediligendo quasi sempre la formazione a trio con contrabbasso e batteria che lasciano il ruolo di semplice tappeto ritmico e diventano strumenti solisti di pari importanza col pianoforte. A Bill spetta il compito di continuare la rivoluzione iniziata da Coltrane e Elvin Jones che egli compie con le soffici sensazioni che ricordano la musica di Debussy, diventando così il pianista di riferimento per intere generazioni tra cui: Keith Jarrett, Chick Corea, Herbie Hancock, ma anche di giovani talenti come Brad Mehldau , Fred Hersch e Lyle Mays.

 

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ottobre 4 2008

Monoscopio

Sono nata nel 1956, concepita tra un monoscopio e una delle prime emissioni della RAI.
Mio padre, sempre sensibile alle novità del momento, portò a casa uno dei primi televisori.
tvLo vedo ancora nelle nebbia dei miei primi ricordi d’infanzia. Un modello bombato, ricoperto di una plastica dura tartarugata per farlo forse sembrare un mobile e non un elettrodomestico. Due sole manopole.Nessun led, niente telecomando. Sembra assurdo, ma non li avevano ancora inventati.
Quell’apparecchio, di cui non ricordo la marca, ma forse un Dumont, ormai fuori da un pezzo dai nostri cirucuiti commerciali, era molto resistente. Mi ha fatto compagnia per un bel po’ di anni.
Me lo ricordo ancora. Li sul suo bel carrellino di legno e vetro, spolverato giornalmente dalla nostra fedele tata, anche lei in prima fila la sera anche se un po’ discosta da noi per rispetto, affascinata dalle immagini che scorrevano sul video.
Allora. Allora riaffiorano i ricordi. Un solo canale. Pochissime trasmissioni, ma di una qualità eccellente per il tempo.
Si educavano gli italiani, ancora in gran parte analfabeti. Quelli che il televisore non se lo potevano permettere, lo vedevano al bar. E li incominciavano in parecchi a prendere carta  penna e calamaio, ed affascinati, e non solo loro ma anche noi più fortunati bambini che potevano permettersi di andare a scuola con tanto di grembiule bianco e fiocco blu per i bambini e rosa per le bambine , ed a seguire il Maestro (con la M maiuscola)manzi Manzi. Davanti ai suoi fogli, con il carboncino in mano, era capace di disegnare in maniera egregia. Pochi tratti, il gesto della mano, e nascevano sul quel grande foglio bianco, alberi, case, lettere dell’alfabeto che avrebbero fatto pure rabbia forse a Giotto ed anche mia nonna, maestra elementare per 40 anni e che mi ha insegnato a leggere e scrivere a 5 anni, che guardava Manzi anche lei affascinata. Si insegna bene anche in televisione.
Poi, con l’introduzione della scuola dell’obbligo, il Maestro Manzi, anche se conduttore di trasmissioni di minor rilievo, andò in pensione. Dimenticato dai più, dalle teche della Rai. Mai scordato dai noi, nati negli anni ’50!
Eravamo li intrepidi ad aspettare la programmazione dei nostri “palinsesti”. La TV dei ragazzi.
girotondo_tLa sigla, ve la ricordate? I l pupazzetto di carta che improvvisamente si srotola diventando tanti pupazzetti. L’allegra marcetta.
Si apriva un mondo. Una finestra enorme con vista panoramica a 360°. Noi che giocavamo con i Lego, il Forte Apache, i soldatini sudisti ed il generale Custer, il meccano,  eravano ammaliati affascinati dalla programmazione. Con un panino in mano farcito con burro eGiovannaNonnaDelCorsaroBero zucchero o marmellata, o con famosissimo formaggino Ramek eravavo eccitati di vedere i nostri beniamini. Giovanna la Nonna del Corsaro Nero e le sue avventure che ci proiettavano nei mari del Sud e nel mondo dei prati (spariti dalle teche della RAI), con Anna Campori Pietro De Vico e Giulio Marchetti,  Robby e 14 e la Gallina Tric-troby e 14rac, uno strano volatile da cortile di meccanico  che ha sfornato un pulcino di pezza che si diverte con i suoi compagni di aia, compreso il buonissimo ed inerme volpacchiotto Celestino   a combinare delle belle.. Roba futurista alla Kubrick per la Tivvù di quei tempi!
Si ma.. . il massimo, l’atteso, almeno per me. Folco Quilici.
Ci faceva viaggiare virtualmente, anche se in bianco e nero, per mari e paesi per noi solo disegnati nell’Atlante o nel mappamondo (anche illuminato).
Abbigliato di maschera tonda, costume ascellare e pinnequilicivail Rondine, si immergeva nei mari più lontani, allora popolati di pesci e non ancora inquinati. La sua voce ci illustrava, ci introduceva sul serio nel mondo del Sesto Continente. In quello che ancora non era chiamato Diving.
La Polinesia, che riecheggiava per noi solo il Bounty ed il Sig. Cristiane ed il perfido Capitano Blight, era vista diversamente. Quilici dava da mangiare ai pescicani, ci faceva vedere le meraviglie del mare, i coralli, la vita marina. Putroppo sempre in bianco in nero. Ma per me c’erano i colori. Con i pennelli della mia fantasia  di bambina coloravo i pesci sulla base dei libri che mi regalava mio padre, la sabbia, nel ricordo di quella calpestata d’estate. Mi immergevo in quel mare senza colore ma che usando un po’ di immaginazione diventava di un blu o di un azzurro mai visto! Sentivo l’acqua circondarmi. La toccavo nella sua impalpabilità.
Non ho mai fatto “diving” ma il mio signor “Snorkeling” fatto alle Hawaii, precisamente a Maui, mi ha buttato di colpo itikoyoeilsuopescecanendietro. Ai documentari di Quilici.Ti-koyo ed il suo pescecane. Visto e rivisto al cinema di quartiere (che ormai non esiste più), con sano panino al prosciutto impacchettato nella carta oleata da mia mamma per merenda , al posto degli unti e malsani e americani pop corn, seduta insieme a mio fratello sulla dura sedia di legno pieghevole della sala e scrortati dalla tata.
E poi? E poi a casa si giocava ad emulare il film. Come non lo si volesse cancellare dalla mente per farlo resistere alle altre distrazioni.  Perfolco_quilici0001 tenercelo ancora dentro. E quindi la lotta. “Chi fa Tikoyo”?? “io!” “No io! Sono il fratello  e tue sei femmina e quindi adesso lo faccio io! Poi lo fai tu!”. Il bastone della scopa diventava la fiocina. I lenzuoli tolti all’insaputa della tata e di mia madre, fungevano da barriera corallina. Tanta fantasia, la più bella, la più pura, scatenata da Quilici. Il mentore di Discovery o National Geographic channel.
Quella era la mia infanzia. Quella era la mia televisione.
Fine delle trasmissioni.
Quelle che meritavano di essere viste.

 


Figlio del giornalista Nello Quilici e della pittrice Emma Buzzacchi, dopo aver iniziato un'attività di tipo cineamatoriale, si è specializzato in riprese sottomarine, diventando molto popolare anche al di fuori dei confini nazionali. Il suo primo lungometraggio è stato sesto continente del 1953, ricco di suggestive immagini subacquee dedicate ai mari australi. Successivamente ha alternato la documentaristica cinematografica con l'attività giornalistica, segnalandosi per le inchieste ed i servizi speciali riguardanti l'ambiente e la civiltà.

Filmografia

L'ultimo paradiso (1956)
Dagli Appennini alle Ande (1959)
Tikoyo e il suo pescecane (1960 - 1961)
Oceano (1971)
Il dio sotto la pelle (1974)
Fratello mare (1975)
Cacciatori di navi (1990).

Programmi televisivi 

Alla scoperta dell'India (1966-1968)
Islam (1976-1970)
L'alba dell'uomo (1970-1974)
Mediterraneo (1972-1976)
Festa barocca (1982)
Geo (1984-1985)

Nel 1965 la Esso gli affidò la realizzazione di una serie di film sull'Italia filmata dall'alto tramite elicottero. Nel periodo che va dal 1966 al 1978 furono realizzati 14 di tali documentari, tutti aventi come titolo "L'Italia vista dal cielo". A questi si affiancarono sedici volumi illustrati. I commenti dei quattordici filmati furono affidati a importanti letterati e storici d'arte del'epoca come Cesare Brandi, Mario Praz, Italo Calvino, Guido Piovene, Michele Prisco, Ignazio Silone e Mario Soldati. Successivamente si è dedicato principalmente alla pubblicazione di numerosi testi a partire da Cacciatori di Navi del 1984. Nel 2002 ha ricevuto il premio NEOS dell'Associazione Giornalisti di Viaggio, per la sua attività di scrittore. Dal febbraio 2003 al giugno 2006 ha presieduto l'ICRAM (Istituto Centrale per la ricerca Scientifica e Tecnologica Applicata al Mare), ente pubblico di ricerca sul mare vigilato dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Nel 2006 è stato inserito tra i 100 uomini più influenti del pianeta.

Nel 2007 ha scritto la prefazione al libro "Le Vie Dell'Argento, Paradiso e Inferno" di Luciano Covolo e di Massimo Belluzzo (C&B Edizioni, uscita dicembre 2007).
 

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