
E continuo a sognarti. Continuo a vederti per le strade di Roma. Emaciato, con il tuo immancabile cappellino, ed i baffi sempre più folti.
Ed ogni volta è un pugno nello stomaco. Un dolore che devo per forza far passare. Un dolore più tuo che mio.
Quattordici anni non si stracciano, non si può rimanere insensibili quando mi hai detto tre anni fa “dormo al dormitorio pubblico della città”. Sono rimasta in silenzio. Come siamo rimasti in silenzio tutti questi anni.
Quattordici anni non si stracciano. Il cambio di città per starti vicino, il ritorno poi nella mia città. Sradicato dalla tua Milano, in una casa non tua, in una difficile convivenza con la mia famiglia.
Cosa abbiamo fatto? La mia indipendenza prevalente, i tuoi scatti per non soccombere alle tue mancanze, alla tua dipendenza da parte mia.
“me la sono giocata male” .. questa frase ormai sepolta nella mia memoria, riaffiora. Mi tormenta l’orecchio, il cervello che la ripete dentro di me.
Era amore od era opportunismo?? Stavi con me perché non avevi una casa, una famiglia, o perché mi amavi???
La tua famiglia ero io. Ma in una casa si convive, si costruisce più che distruggere. Non si può affidare la propria vita nelle mani dell’altro. Non ho mai preteso cambi, ma un minimo, sant’iddio, di collaborazione! Ma non ti sentivi umiliato chiedendomi di comprarti le sigarette perché non avevi nemmeno una lira , si dico lira perché non avevi nemmeno quelle? Solo all’ultimo, quando hai capito che le chance di rimanere insieme erano minime, solo allora ti sei deciso, annaspando, a cercare uno straccio di lavoro. L’ultimo lo avevi perso dieci anni prima. Marketing manager, parli inglese meglio dell’italiano, il francese lo parli benissimo, sei stato un pioniere del PC e di internet, uno skill così non si getta via. Lo si usa. Per tutti e due. Ma più per te che per me. Più per la tua dignità. Per non essere guardati di traverso dai miei, per non elemosinare quelle poche boccate di fumo. Per tua figlia.
Quattordici anni non si stracciano. Li ho stracciati io, una sera di tarda primavera, quando fuori di me ti dissi “Quella è la porta” Mi hai guardato con uno sguardo di odio. La nostra vita sarebbe cambiata. Tu al nord, senza un soldo, senza una casa, al dormitorio pubblico. Ma non si può tornare indietro. Non si può riavvolgere il tempo. Ho il rimorso di averti redatto un foglio di via senza darti una possibilità di sistemazione. Ma era troppo tardi. Troppo tardi. Non ti ho più sentito. Dignitosamente non mi hai chiesto nulla. Non so più nulla di te. E ricordo, ricordo il freddo che avevi di notte, le coperte che ti mettevo sul piumone per tenerti al caldo. Mi tormenta una sola coperta per te, la stanza di una dormitorio. Mi tormenta il mio letto occupato solo a metà. Mi tormentano i morsi della solitudine.
Con l’affetto di sempre.
Billy Joel. This is the time.
Joel ha iniziato a suonare nel primo complesso a quattordici anni, in seguito ha partecipato ad altri complessi e suonato nei piano bar col nome "Bill Martin". Il primo suo album Cold Spring Harbor è uscito nel 1971 e da allora ne sono stati pubblicati molti altri, alcuni dei quali hanno raggiunto traguardi di vendita e di successo molto significativi. Il grande successo è esploso nel 77 con l'album The Stranger, approfittando della pausa dalle scene che si era preso Elton John, il pianista britannico a cui Joel ,bene o male, si ispirava con la sua musica. Successivamente, un ventennio più tardi, con Elton John ha allestito alcuni tour con concerti che hanno visto anche ciascuno suonare le canzoni dell'altro (Face to Face). Billy Joel nel 1999 è stato incluso nella Rock and Roll Hall of Fame.
Joel è cresciuto a Long Island, al di fuori della Città di New York, in una città chiamata Hicksville, nonostante ciò, le sue canzoni contengono molti riferimenti alla New York metropolitana ed urbana, particolarmente l'Isola. Inoltre alla Contea di Lehigh, Pennsylvania, ha dedicato una delle sue canzoni più popolari, Allentown, uscita nel 1982. La canzone, una delle più famose di Joel, costituisce un ritratto della vita nella Allentown industriale, nei primi anni '80.
Sempre nei primi Anni'80 la soap opera Sentieri, almeno nella versione italiana, ha adottato come sigla proprio un brano di Joel intitolato "This is the time", tuttora utilizzato (07/2008 ndr).
Negli ultimi anni, Joel, pur continuando i tour in giro per il mondo, ha interrotto la sua attività di cantautore, ritornando al suo amore per la musica classica e sta sperimentando in quell'area. Fantasies and Delusions, il suo primo album di pezzi classici ha ottenuto una risposta tiepida dalla critica ma ha raggiunto la vetta nella classifica delle vendite di musica classica. Le sue raccolte di successi, pubblicate a ritmo regolare, continuano a vendere molto bene, soprattutto in USA.
Joel si è sposato nel 1971 con la sua manager, Elizabeth Weber. Il matrimonio è finito con il divorzio nel 1982.
In seguito Joel si è sposato nel 1985 con la supermodella Christie Brinkley che era rimasta vedova del precedente marito. Dal loro matrimonio è nata una bambina, Alexa Ray Joel, nel 1986. Anche questo matrimonio è finito con un divorzio nel 1994.
Nel 2004, Joel si è sposato con la ventitreenne Katie Lee. Al momento del matrimonio Joel aveva 54 anni. La figlia di Joel, Alexa Ray Joel, 18 anni, è stata la damigella d'onore. Anche l'ex-moglie di Joel, Christie Brinkley, ha partecipato alla cerimonia e dato alla coppia la sua benedizione. Katie Lee si è laureata all'università e lavora come corrispondente per uno show dell'emittente televisiva PBS.