luglio 24 2009

 

wave

Vorrei raccontarti,
Ancora mille favole
prima di lasciarti
al tuo prossimo
evanescente sogno.
Vorrei essere ancora
tra le tue braccia
quando il sole,
forte insieme alle tue labbra,
bacerà il mio viso.
Quello che volevo raccontarti di me,
è scritto nei miei occhi.

Il blog si prende una pausa e se ne va in vacanza!

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Amore mio, le mie vere vacanze saranno con te!

 

Versione Peterson

 

Ci sarebbe tanto da dire su questo brano. Indubbbiamente uno dei miei preferiti. Sarà la mia colonna sonora  del mio primo viaggio in Brasile.
 " Registrato in origine come un brano strumentale per l'album del 1962 che porta lo stesso nome, "Wave" è un esempio tipico di ciò che Antonio Carlos Jobim ha fatto meglio; benché fosse un grande, anche se non molto prolifico, autore di testi, Jobim aveva uno degli orecchi migliori del Tin Pal Alley. Collaborando con Claus Ogerman, che ne ha scritto ed arrangiato l’orchestrazione per la registrazione, la sublime melodia è maneggiata principalmente dallo stesso leggendario Jobim. Come la maggior parte del materiale di Jobim, "Wave" fonde le sue influenze - samba dal suo Brasile natale e jazz americano - gli elementi che costituiscono il fondamento della BOSSA NOVA. Ma dopo i primi anni '60, quando jazzisti quali Stan Getz e Charlie Byrd introdussero la BOSSA NOVA al pubblico americano, la forma musicale si è fusa nuovamente con il jazz perché innumerevoli cantanti ed musicisti jazz americani hanno cominciato a rivedere il lavoro di Jobim, abbracciandolo come un'alternativa agli standard sdruciti del Tin Pan Alley. Non ci si deve meravigliare, quindi, che a Jobim ci si riferisca spesso come al George Gershwin del Brasile. Le sue melodie erano sofisticate e memorabili al punto giusto, con una sensibilità pop. La BOSSA NOVA offriva un nuovo sound sul quale i musicisti jazz potevano improvvisare e Jobim cominciò ad includere i migliori musicisti americani nelle proprie registrazioni, come Ron Carter, che suonava il basso in questo brano. La melodia e l’arrangiamento di Jobim sono puliti, semplici, si appoggiano e disadorni come uno standard suonato da Chet Baker, con influenze provenienti dai compositori classici modernisti come Debussy così come dal samba e dal jazz della West Coast. L'aria fantasiosa ha una qualità agrodolce con una tinta di malinconia e strascichi un po’ blues in fondo alle righe. La canzone ed il sottile arrangiamento sono lievi come un sospiro profondo in una giornata di brezza estiva. Frank Sinatra ha dedicato due interi LP alle composizioni di Jobim. Ha rivisitato "Wave, " aggiungendo il testo, scritto sembra da Jobim, benché sia poco chiaro chi abbia scritto la traduzione o l'adattamento. Le parole certamente rimangono allineate ai temi di Jobim, riflettendo il suo apprezzamento simil-Zen apprezzamento per la natura, la natura umana e l'essenza di base della vita:

Come brano strumentale, la canzone esprimeva già abbastanza chiaramente i sentimenti di Jobim, ma le parole aggiunte li hanno esplicitati maggiormente senza togliere nulla alla canzone. Sinatra fa un grande lavoro cavalcando l'onda della melodia, che si estende su di una vasta gamma di ottave. Fu registrato insieme allo stesso Jobim ed era pensato per l’album Francis Albert Sinatra/Antonio Carlos Jobim (1967), ma non fu pubblicato sino al 1971 su Sinatra and Company. Sinatra sembrò avere una vera comprensione empatica del lavoro del compositore e lo interpreta con uno stile delicato e leggiadro, rimanendo vicino alla melodia originale. Oscar Peterson prende la melodia e si lascia permeare per un paio di giri, restando aderente all’arrangiamento al punto di usare Ogerman ed la sua stessa orchestration. Ma poi Peterson la lascia allentare per un assolo e balza fuori " 
 
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luglio 20 2009

 

gauguin_plate34

 Paul Gauguin (Parigi, 7 giugno 1848 – Hiva Oa, 8 maggio 1903)

E l'attesa
che ci rende
instancabili e vivi:
appena si realizza 
è già tempo
di fremere ancora
e sarai parte di me
nell'attimo interminabile
del primo bacio..

 

(al mio amore lontano)

 

 

Versione Sakamoto

 

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luglio 15 2009
vfoto08Porto Ercole- Foto di Millaparker


 

Un week end di luglio. Il classico fine settimana da mare.

E mare sia! Un po’ per piacere un po’ per “obbligo”. Infatti pare che le case al mare non siano immuni dalle riunioni di condominio. D’altronde qualcuno ci deve andare.

La mia più cara amica è impegnata in altri “affairs”, mia madre per due miseri giorni si rifiuta di salire le proprie irte scale…Vuoi vedere che mi faccio un w-e da sola???

Meglio semisola, nel senso che qualcuno di “famiglia” in giro c’è. Ma che faccio da sola o da semisola?? Oso. Parto direttamente dal mio ufficio. La mia solita borsa della “marineria”, ed il mio netbook. Due cellulari…i ponti sono variabili.. o un gestore o l’altro a seconda se sei in spiaggia o in paese. Non voglio rimanere isolata, senza nemmeno una connessione!!Giammai!

Bene non si parte  in as setto Afghanistan. Si parte solo per l’Argentario. Solo 150 km da Roma.

Autostrada deserta, tanto per citare Venditti. L’auricolare attaccati all’orecchio.. (e dove sennò??)..

La strada la faccio in compagnia. La mia amica, i miei nipoti, l’ansiosa 777919414_1487f7f3f1genitrice…. Ecco .. Arrivo alla laguna… Che bel pomeriggio! Accidenti! Che bella fortuna !Riesco a parcheggiare proprio quasi sottocasa. Saluto il mio amico Quinto cheè sempre li vicino alle scalette ad assistere la mamma. “Oh che ci fai tu qua dassola?? “Ci fo’ !  E che ho da fare! Burocrazia condominiale”.

Si ma che ci faccio da sola???? Bho!

Bene scarico i miserandi bagagli, mi metto in tenuta portecolese (capri e t-sheert) e mi vado a fare un po’ di spesa.  Decido strada facendo il menù… Scampi.. si scampi in padella con accompagnamento di un buon vino locale…Un’ansonica.. più locale di così!

Tempo .. c’è il tempo per un aperitivo al solito bar. La tradizione del solito prosecco verso le sette di sera appena si arriva, va mantenuta. E li mi incanto. Il sole batte sulla rocca, sul paese vecchio, sul faro, sotto il riflesso del porto. La luce è magnifica. Sono in un altroportoErcole mondo.. e solo due ore prima stavo immersa nei ritmi cittadini e di ufficio. Che spettacolo!

Mi godo quei momenti. Unici, C’è poca gente e la brezza della sera incomincia a salire.

La cena va. Eccome va! Vista panoramica…parzialporto. Il dopocena?? Un gelato, la passeggiata liturgica sulla marina ed un salto in libreria.

Ci sono i lampi verso Ansedonia, ma il cielo sopra di me è stellato ed in più vedo sorgere dal  una bellissima luna rossa proprio affianco alla rocca illuminata.

Che meraviglia!
Ed il sabato???  Prima di tutto il bollo per l’accesso al paese…ppi

Ah niente di meglio.. affitto un motorino e me ne vado in spiaggia armata di libro e di i-pod.

Mare, sole, musica, libro, bagno, ed un fastidioso raffreddore che mi rovina un po’ la giornata.

Ma che voglio di più??? Certo non ci fosse quella riunione passerei tutta la giornata al mare…

Tornerei a casa con i fari del motorino accesi (in caso li abbia i fari!)

Ed il tempo scorre.. tranquillo. Fosse sempre così!

Espleto i miei doveri di condomina… in una riunione veramente “casalinga”.. strano non volavano le coltellate come quelle che si DSC_0282intravedono durante le riunioni a Roma…

In tre quarti d’ora approviamo tutto. L’ordine del giorno.. la fretta era lunica arma per non morire collassati dentro lo studio del nostro amministratore .

Bhè imbocco la  strada di casa e vengo cooptata dal fratello e dalla cognata che mi scarrozzano dopo Grosseto a cena fuori! Ma che carini! Allora non sono figlia unica!

Che bello questo w-e.. solitario quanto basta, ma in compagnia…DSC_0289

Peccato sia già finito. Peccato perché la giornata è spendida, il cielo è di un colore intenso… Sto per partire. Un’ultimo sguardo al porto. Non vorrei andarmene. Tutto sommato sono stata bene. Bene…

Il paesaggio si imprime ancora nei miei occhi, nella mia memoria anche se lo conosco perfettamente.. Bello  si… ma.. che strano però…bello ..ma  che paesaggio inutile senza di te! A che serve se tu non ci sei?? Chiudo la persiana. Al prossimo week end!


Aspettami amore mio! Arriverò da te appena posso.






Questa è una delle più belle e difficili  canzoni di Tom Jobim. La melodia è magnifica. Mi fa davvero sognare.
Vi lascio anche una versione acustica davvero stuupenda. e le bellissime parole
.






Mas pra que

Ma a che serve
Pra que tanto céu

A che serve tutto il cielo
Pra que tanto mar,

A che serve tutto il mare
Pra que. De que serve esta onda que quebra

A che serve?

 A che serve l’onda che s’infrange
E o vento da tarde
E il vento che soffia il pomeriggio
De que serve a tarde

A che serve il tramonto?
Inútil paisagem

Inutile paesaggio …
Pode ser

Potrebbe darsi
Que não venhas mais
Che non arrivi
Que não voltes nunca mais
Che non arrivi mai più
De que servem as flores que nascem pelo caminho
A che servono i fiori che spuntano
 lungo la strada
Se o meu caminho
Se la mia strada
Sozinho é nada.
É nada.
É nada
Senza te… è nulla, nulla.





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luglio 12 2009
porto2Porto Ercole - Foto di Milla Parker


Gelida è questa notte d'estate
senza le tue parole,
senza il tuo calore.



(Ao meu amor)




Se eu pudesse por um dia
Esse amor, essa alegria
Eu te juro, te daria
Se pudesse esse amor todo dia
Chega perto, vem sem medo
Chega mais meu coração
Vem ouvir este segredo
Escondido num choro canção
Se soubesses como eu gosto
Do teu cheiro, teu jeito de flor
Não negavas um beijinho
A quem anda perdido de amor
Chora flauta, chora pinho
Choro eu o teu cantor
Chora manso, bem baixinho
Nesse choro falando de amor
Quando passas, tão bonita
Nessa rua banhada de sol
Minha alma segue aflita
E eu me esqueço até do futebol
Vem depressa, vem sem medo
Foi pra ti meu coração
Que eu guardei este segredo
Escondido num choro canção
Lá no fundo do meu coração


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luglio 9 2009
tamara-de-lempicka-painting-001

(Tamara de Lempicka,

pseudonimo di

     Tamara Rosalia Gurwik-Górska)

La tua voce mi scalda
entra nella mia pelle.
Sorrido alle tue frasi
Sfioro il tuo viso
per te sciolgo  i  mie veli
Fugace apparizione
E mi perdo in sogni
affollati di passione.

 (Al mio, unico gentiluomo)

 

 

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