
Jack Lemmon.
proprio io??? Eppure fino allo scorso inverno facevo concorrenza ad Imelda (ad esclusione del suo armadio..sigh!)…
Non mi sono precipitata, come avrei fatto, a prendere sto’ cavolo di I-phone (sembra più il grido di uno a cui un asciugacapelli che ti cade su un piede che un telefono stratomultifotoemmepitrewebappleato).
mia antenata avrà avuto un love affair con Caboto?) Bho! Ma sono io?? Proprio io???
una terra di mezzo ci sarà anche un’età di mezzo!)Non stette il duca a ricercare il tutto;
che là non era asceso a quello effetto.
Da l’apostolo santo fu condotto
in un vallon fra due montagne istretto,
ove mirabilmente era ridutto
ciò che si perde o per nostro diffetto,
o per colpa di tempo o di Fortuna:
ciò che si perde qui, là si raguna.
Non pur di regni o di ricchezze parlo,
in che la ruota instabile lavora;
ma di quel ch’in poter di tor, di darlo
non ha Fortuna, intender voglio ancora.
Molta fama è là su, che, come tarlo,
il tempo al lungo andar qua giù divora:
là su infiniti prieghi e voti stanno
che da noi peccatori a Dio si fanno.
Le lacrime e i sospiri degli amanti,
l’inutil tempo che si perde a giuoco,
e l’ozio lungo d’uomini ignoranti,
vani disegni che non han mai loco,
i vani desidèr sono tanti,
che la più parte ingombran di quel loco:
ciò che in somma qua giù perdesti mai,
là su salendo ritrovar potrai.
(XXXIV, 70.75)
Oscar Peterson e Michel Lagrand- Watch what happens
(da notare l'espressione dell'autore che ascolta come Peterson inetrpreta il suo brano)
Qui trovate invece la cover "sambata" dello stesso brano intepretato da Sergio Mendes ed i Brasil 66
Michel Legrand compositore francese. Dopo il diploma al Conservatoire di Parigi, diventa cantante, compositore e direttore di orchestre jazz e pop. La sua vita artistica è legata ad alcune figure chiave del cinema francese, come J.-L. Godard (La donna è donna, 1961; Questa è la mia vita, 1962) e J. Demy (Lola, donna di vita, 1961; Les parapluies de Cherbourg, 1964, nominato all’Oscar, Il caso Thomas Crown). Autore estremamente prolifico, si impone con successo a livello internazionale; gli anni ’70 e ’80 lo vedono impegnato anche sul fronte statunitense, dove vince l’Oscar per la colonna sonora di Quell’estate del ’42 (1971) di R. Mulligan e per la miglior canzone in Yentl (1983) di e con B. Streisand.








traguardo cucina. La trovo li, nera, con il suo beccuccio all’ingiù ed i suoi occhi spenti. Spingo il l’interruttore…e già la puplille lampeggiano di un verde smagliante!
persistenza in bocca. La sua schiuma spessa e cremosa è presente fino all'ultimo sorso. Forza: 9” . Così è scritto il sito della Nespresso.
Prendo i miei Pavesini (avrei preferito una calda Nastrina..ma la primavera pare sia arrivata ! E l’estate è alle porte!) da 9 Kl l’uno e senza latte , mi appoggio alla mia scrivania, e tuffo il biscotto dentro il caffè!
classica tutina di felpa blu tipo “olimpiadi di Roma” con gli elastici ai polsi ed alla caviglia, o per non far diventare le gambe viola dall’elastico stretto, si usava anche il cannolè ( ma cannolicchio deriva da cannolè o viceversa?). Sotto una magliettina bianca, tipo il dolcevita
esposti i classici stivali rossi, gialli e blu antipioggia per i bambini. Le solite mantelline in pandan ed il cappellino tipo marinaio di Brest (ed uno per adulti anni dopo lo acquistai proprio li). D’estate le maschere subacque tonde con il boccaglio incorporato, le famose pinne “rondine” ed i canotti appunto della Pirelli. Quelli
arancioni con le rifiniture blu. Quanti ne ho bucati!
per me a livello pianta del piede) .E noi stesi per terra a far la lagna. “vogliamo quelle americane! Quelle con la stella”. Tre ore di misure.. il classico “tastamento” con il dito per sentire se l’alluce sbatteva in punta (il mio non sbatteva mai!
andare in macchina ed ancora di più per girare in motorino) . In qualche modo saremo sempre vittime o no della moda.. (avete provato a cercare un maglione blu quando il blu non è di moda?? Non c’è nulla da fare! Questo ci impone , purtroppo, il mercato!)
ripenso. Ormai il dado è tratto! Capperi sott’aceto! Ma costano un botto! Sono di tela e gomma, nemmeno rifinite bene…68 euro (i) le alte, 60 euro (i) le basse! Ma quando le compravamo da bambini al massimo costavano 5 mila lire! Ed erano già care! E poi americane de chè???!!! Sono “Made in China”. Però mi hanno dato la sacchettina di cotone per metterle dentro.
CASE HISTORY
mie petunie. Una maglietta stirata, un paio di jeans che sanno di bucato. Il mio caffè. Sette meno cinque. Il giorno si sta preparando. Non io.
gabbiani, le luci del porto. Sentire l’odore del mare. Tutto è pronto. No. Voglio rimanere qui, guardare questo paesaggio. Scendo i cento gradini. Mi siedo al bar del porto. Un cocktail. Guardo il paese di notte. Fermo l’immagine. Mi faccio trascinare dalla lentezza dei miei pensieri.