giugno 8 2008
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Immagine elaborata da MillaParker

 

 

Un concetto unico per un espresso sempre perfetto.
E’ vero. Da quando ho aquistato una macchina per il caffè Nespresso, la mia cucina ed il rito della frugalissima colazione sono cambiati.
Espresso, parola esportata in tutto il mondo, sta per esprimere espressione del gusto, di colore, di aroma.
Ma espresso è stato anche il termine temporale con cui ho ridotto la “tempistica” della mia fantozziana colazione.
Dopo il dramma dell’uscita da sotto il comodo e caldo piumino, e dopo i blocchi di partenza alla cibattine infradito (odio le pantofole, odio le vestaglie), esco dalla mia camera da letto cablata, per il 3843039traguardo cucina. La trovo li, nera, con il suo beccuccio all’ingiù ed i suoi occhi spenti. Spingo il l’interruttore…e già la puplille lampeggiano di un verde smagliante!
Armadio, scelta vestiti, doccia, denti, strucco, nel senso di un make up rapidissimo, la voce un po’ glamour all’inizio fastidiosa, ma poi allegra ( e non mi prouncio sull’espressione milanese per esprimere il concetto di allegria in questo caso..)  di Luca Bianchini che mi racconta per radio se avrò una giornata più o meno “sfigata” , insomma dopo la liturgia ormani noiosa e sempre uguale dei prodromi pre-ufficio, la raggiungo.
Alzo la leva.. e inserisco la capsula. Colore viola. Non è il film di Spielberg. Ma è un viola allegro, un viola “Arpeggio”. Il mio caffè preferito. Dolce, forteè la miscela mediterranea per eccellenza con un carattere forte, un corpo intenso e una lunga e squisitaarpeggio persistenza in bocca. La sua schiuma spessa e cremosa è presente fino all'ultimo sorso. Forza: 9” . Così è scritto il sito della Nespresso.
La tazzina è della misura giusta. Un piccolo mug preso a Boston. Contiene più caffè della tazzina normale, ma non tanto. L’aroma si diffonde per tutta la cucina, mentre il colonnello  di “unomattina” recita le solite previsione del tempo. Oggi mi dice bene! Posso prendere la moto!
Il liquido denso con una bellissima schiuma beige (ci vado pazza!) sale nel mio personal mini mug bostoniano.Sfioro l’occhio destro della mia Nespresso. Spengo. La metto a risposo.
PavesiniPrendo i miei Pavesini (avrei preferito una calda Nastrina..ma la primavera pare sia arrivata ! E l’estate è alle porte!) da 9 Kl l’uno e senza latte , mi appoggio alla mia scrivania, e tuffo il biscotto dentro il caffè!
Gusto, bevo, mangio e sorseggio. Saluto il Colonnello che ha finito di sgranare il rosario delle previsione a medio termine, spengo la TV e metto la mia tazzina sotto l’acqua del lavandino.
Guardo il piano della cucina. Nessun fondo di caffè sparso. Niente barattoli o sacchetti in giro!
Ah! Meraviglia. Tutto stupendo!
Peccato che quando entro in cucina la mattina non ci trovi George Clooney, anche in pigiama, che mi auguri il buon giorno!
Nespresso.  What else?

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maggio 25 2008

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Quando un uomo ti dice: "ti adoro"

non ti sussurerà mai: "ti amo"

 

 

Frank Sinatra - I get a kick out of you. (Cole Porter)

"Ti coinvolgeva, eri suo dal primo momento in cui apriva bocca. Gli dissi che questa sua immediatezza mi faceva pensare a un Mozart cantante "

Luciano Pavarotti

"...ascoltatelo soltanto; perché che cosa si chiede a un essere umano più che cantare come un angelo? ... Stava cantando ancora quando il fiato, l’età e la salute dicevano che non era più il caso. Lui stava cantando, come voleva fare sempre. E ancora faceva dei miracoli con quello strumento incantatore fatto di carne, di sentimento, di altissimo talento, di amore insomma "

Mina

" Il colore dei suoi occhi era il colore dell'America, blu, "old blue eyes" azzurro come l'epoca e il sogno nel quale tutto il mondo si è specchiato per 60 anni "

Vittorio Zucconi

 Frank Sinatra nasce a Hoboken, nello stato del New Jersey, il 12 dicembre 1915.
Vive un'infanzia dura e umile: la madre Dolly, di origini liguri (Tasso nel comune di Lumarzo), fa la levatrice e il padre Martin, pugile dilettante di origini siciliane(Palermo), è vigile del fuoco.
Da ragazzino Frank è costretto da esigenze economiche a fare i lavori più umili. Cresciuto per la strada e non sui banchi di scuola, prima fa lo scaricatore di porto e poi l'imbianchino e strillone. A sedici anni, ha una sua band, i Turk.

Frank Sinatra passa alla storia come 'The Voice', per il suo inconfondibile carisma vocale.
Durante la sua carriera incide più di duemiladuecento canzoni per un totale di 166 album, dedicandosi anche, con fortuna, al grande schermo.
Aspetti della sua vita privata si riscontrano proprio nei suoi tanti film di successo.
Famoso latin lover, si sposa quattro volte: la prima a ventiquattro anni, con Nancy Barbato, dal 1939 al 1950,
dalla quale ha tre figli: Nancy, Frank Jr. e Christina che, all'epoca della separazione, hanno rispettivamente undici, sette e tre anni.
Nel 1950 la scadenza del contratto cinematografico con Louis B. Mayer venne a fargli mancare una parte consistente del suo reddito. Sinatra dovette allora cercare quante più scritture possibili come cantante, e si vide costretto ad accettare anche ingaggi-capestro, come quello al Copacabana Club di New York che prevedeva ben tre concerti per sera: all’inizio fu un grande successo, ma in seguito questo produsse degli effetti deleteri sulle sue performances e sul suo stato generale di salute, tanto che una sera, all’inizio del suo terzo show, la sua voce collassò: una emorragia sottomucosa aveva messo fuori uso le sue corde vocali, e sui giornali si cominciò a sostenere che Sinatra fosse finito come cantante.Fortunatamente la guarigione arrivò presto, e nello stesso anno tenne una splendida esibizione al Palladium di Londra; nei successivi due anni riprese ad incidere e prese parte a due film: Quei dannati quattrini (Double Dynamite) e Lasciami sognare (Meet Danny Wilson). Purtroppo queste due pellicole ebbero un pessimo risultato al botteghino; intanto era venuto a mancare il supporto sia della MCA, sua agenzia da molti anni, sia della Columbia Records, che aveva lasciato scadere il contratto. A tutto ciò si aggiunse la persecuzione da parte dell’ufficio delle imposte americano, che chiedeva il recupero di arretrati non pagati.
Poi, dal 1951 al 1957, Sinatra ha un'intensa storia d'amore con Ava Gardner, che riempie le cronache rosa dei giornali del tempo a suon di criticati confetti (per lei lascia la famiglia), di botte e di litigi. Per lei compone "I'm a fool to want you".
Per soli due anni, dal 1966 al 1968, si unisce in matrimonio con l'attrice Mia Farrow e dal 1976 fino alla sua morte resta a fianco dell'ultima moglie, Barbara Marx.
Ma la stampa continua, anche negli ultimi anni, ad attribuirgli flirt: da Lana Turner a Maryline Monroe, da Anita Ekberg ad Angie Dickinson.

Da sempre vicino alle cause per i diritti umani, già nei primi anni '50 si schiera a favore dei neri, vicino al suo inseparabile amico Sammy Davies Jr.
Fino all'ultimo non si sottrae dal compiere nobili gesti di beneficenza a favore dei bambini e delle classi disagiate.
La sua stella non conosce ombre.

Solamente tra il 1947 ed i primi anni '50, attraversa una breve crisi professionale dovuta ad un malore che colpisce le sue corde vocali; il momento di appannamento viene superato brillantemente grazie al film di Fred Zinnemann "Da qui all'eternità", con cui conquista l'Oscar come Migliore Attore non Protagonista.
Tra le tante accuse mosse all'interprete più famoso del secolo, come da molti viene considerato, quella di legami con la mafia. Soprattutto con il gangster Sam Giancana, proprietario di un Casinò a Las Vegas.
Ben più sicuri, i nomi dei suoi più cari amici: da Dean Martin a Sammy Davis Jr, a Peter Lawford, associati nel famoso "rat Pack" resi ancora più famosi dall'originale "Ocean Eleven"

La canzone che forse più lo rappresenta nel mondo è la famosissima "My way", ripresa da moltissimi artisti, e rivisitata in moltissime versioni.
Tra gli ultimi omaggi che l'America tributa a questo grande showman, vi è un regalo speciale per i suoi ottant'anni, nel 1996: per i suoi occhi blu, l'Empire State Building per una notte si illumina d'azzurro tra coppe di champagne e gli inevitabili festeggiamenti, cui The Voice è abituato.
L'omaggio si è ripetuto in occasione della sua morte avvenuta il 14 maggio 1998.

Troppo breve  questa biografia per Frank Sinatra. Bastano però solo due parole "the voice".

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maggio 13 2008
romaio

Foto di MillaParker

Scrivo questo post a “freddo” sebbene abbia ancora in massima produzione gli “enzimi”  per digerire (a mo’ di pitone.. non sopporto i serpenti ma rende) il macigno che domenica 5 maggio ha messo in onda Report. Argomento: l’edilizia a Roma. Che fosse un argomento scontante lo si capiva già, ma questa città, unica, rischia il collasso e maggior   scempio. Ho la fortuna di abitare in un quartiere residenziale nella zona Nord della capitale. Un quartiere nato negli anni sessanta  in pieno boom economico ed edilizio.
Dalla_Balduina 1866Eppure, io nata a due passi dalla cupola di San Pietro, ma anticlericale all’ennesima potenza,  da piccola quando mi domandavano dove abitassi, dicevo un po’ sconsolata : “abito in periferia!” Dieci minuti al massimo  di moto e sono in centro, Nel centro di Roma. Sono passati molti anni (e lo confesso circa 46 anni..e mo’ fatevi conti!..). Quello che definivo “quartiere periferico” è diventato semicentrale! Dietro tonnellate di metri cubi di cemento. Arrivano quasi, anzi senza quasi, in terra d’Etruria. Tra un po’ tra Roma Nord e Viterbo non ci sarà più confine!
E’ inutile che vi parli del traffico. Grazie ad una galleria che passabalduina sotto il colle (non uno dei sette e nemmeno l’ottavo!) qualcosa in più abbiamo ottenuto. Abbiamo anche un treno fortunatamente coperto ottenuto   dopo che il comitato di quartiere aveva alzato le barricate  come fecero i francesi a Porta Pia, poiché qualche progettista intelligente voleva far passare la ferrovia scoperta in mezzo ai palazzi.
Certo devo dire che la famosa “Teca” che ricopre l’Ara Pacis,quella specie di costruzione  simile ad una pompa di benzina  art decò di south beach (Miami),  non è una bellezza. Anche perché  che a dire il ara_pacis2vero “cozza” un po’ tra le chiese di San Rocco (facciata del Valadier) il retro di San Carlo al Corso (1600) ed alla fine quella di S. Girolamo (1588 circa) e il mausoleo di Augusto (ometto l’edificio del ventennio  di Morpurgo, ma almeno ha un bel mosaico). Isomma la teca di Richard Meier credo che sia un granellino di sabbia, una goccia nel mare magnum della tragedia  dell’edilizia romana.
Non è assolutamente facile mettere una “toppa” al vandalismo edilizio, all’onda anomale di calcestruzzo,  ma credo che sia ancora possibile contenere i danni e pensare al futuro. Più “urbano”.
Più di un amico ha lasciato Roma, chi per la campagna, chi per un altra regione, chi addirittura per altri paesi, paesi civili come la Germania, il Portogallo, la Francia, dove per compensare alla storica mancanza della “carbonara”, dell’”amatriciana”, delle “puntarelle”, carbonarahanno case che costano un quarto, linee metropolitane efficientissime, ospedali… e potrei continuare citando per ogni “gustosa” ricetta un “valido” servizio, servizio che realmente migliora la vita di un cittadino, assai di più di un piatto di pasta. (Le puntarelle ve le lascio..la carbonara no! Per mille merluzzi!)
Ho visto sorgere (oddio! mi sa di Blade Runner.. ma andremo a finire così) quartieri orribilmente cresciuti a ridosso dei ruderi archeologici. Zone dormitorio. Un esempio è il quartiere a sud di Roma dove hanno da poco trasferito l’ufficio dell’azienda per cui lavoro (Una fortuna! Abito a Roma nord e lavoro a Roma Sud!) 6 “torri” tagliate a metà. palazzoorendoMezze adibite ad uffici e mezze ad abitazione, Squallore e disagio per la signora che ha la testata del letto dietro le nostre  macchinette del caffè! Tutta la notte il rumore del motore del frigo.. morale.. hanno spostato tutto! A parte queste note folkloristiche, nel quartiere senza nome (come Giovanni senza terra!) i palazzi sono orribili. Addirittura uno ha una canna fumaria esterna di mattoni rossi. Sembra un tetro crematorio nazista!  Cosa offre di svago questo quartiere? Una tavola calda (il famoso “unto”) ed un bar, un parrucchiere. Niente altro. Ma dico una posta, una banca.. dei servizi  per uso civile. Librerie e posti simili sono un miraggio! Ma cosa fanno i ragazzi la sera in questo dormitorio???? Potete immaginarlo! E come questo di quartiere senza nome e senza servizi ce ne sono a centinaia. Case tutte uguali. Al massimo un centro commerciale. Odio i centriikea commerciali. Non c’è giorno, non c’è notte. Solo luci ed corridoi anonimi. Ragazzine che girano e girano senza uno scopo con l’orrido hamburger del fast food e la coca cola.
Bisogna capire che un paese “povero” non necessita di centri commerciali sempre più grandi dove giovani dementi armati di indelebili pennerelli possano apporre la firma del loro inutile passaggio, capire che il patrimonio artistico di questa città richiama tanti di quei turisti che non si può permettere a categorie intere (tassisti, ristoratori, baristi…) di delinquere legalmente, capire che il futuro del mondo intero, e Roma è, o quantomeno era, Caput Mundi, sarà multietnico, multirazziale, come le grandi capitali europee e straniere.
bercy1No signori miei !Specchiamoci sugli esempi dei quartieri satelliti di Bercy -Tolbiac (Parigi) dove il comune è imprenditore di se stesso, dove l’edilizia popolare si divide con quella residenziale e quella degli uffici. I centri commerciali sono banditi. Si incrementa il bottegaio (quanto mi piace parlare con i bottegai! Ne hanno cose da raccontare!).
Roma, la mia città, è in mano ai palazzinari tipo Caltagirone (quello delle case tutte uguali), dei Toti, degli Scarpellini (un nome una garanzia) quelli che intervistati dicono: “me so fatto da solo. So’ venuto su da gnente!” Appunto! Si vede che non ha nemmeno un palazziorendibriciolo di comprendonio per capire come andrebbe costruito un palazzo decente! Comprano terreni, chiedono il permesso per un tot di Metri cubi e poi con una legge chiamata “accordo di  programma” donano pochi spiccioli al comune per costruire un tratto della metro c-d-e-f-g ( tra cent’anni!)in cambio dell’ampliamento della cubatura! Ed senza contare il finanziamento che elargiscono   (legge odiosa) i partiti.. TUTTI! SENZA DISTINZIONE!
Roma collasserà tra breve. Non si circolerà più. Aumentano gli scooter, la grande massa motorizzata a due ruote che è già miracolata se torna illesa la sera casa (si impone un pellegrinaggio al Divino Amore in caso di ossa intere, sempre che non ci sia traffico!). L’agro romano non esiste più. La Roma degli acquarelli di Ettore Ripetta_RoeslerRoesler Franz sono ormai lontani. Il vecchio Porto di Ripetta ha fatto spazio agli argini mussoliniani (ma li è stato un obbligo…se passate per il centro potete vedere ogni tanto delle piccole lapidi sui muri della case Segnano l’altezza dell’acqua quando “er tevere straripava”)
Roma non è New York dove abbattono i grattacieli vecchi per costruirne  dei nuovi.  Noi che abbattiamo?? Il Colosseo, l’Arco di Costantino? La Domus Aurea?? Abbatteremo Castel Sant’Angelo per costruire ancora un sottopasso ? (un’idea fantastica  delle passate gestioni. Non sto assolutamente scherzando) . Distruggeremo P.zza Navona per fare un parcheggio sotterraneo per i residenti?? (pare che sia di gran moda).
Aveva ragione l’Albertone Nazionale quando rispondeva a chi gli domandava « scusi Sordi, ma lei dove va in vancanza ? » e lui “ma come in vacanza??? Abito a Roma. Più vacanza de questa!!”
Ci passo per il centro,  ci passo davanti alla splendida villa di Sordi.roseto  Tutti i giorni. Le ruote della mia moto come i piedi dei turisti,  calpestano “la storia”. L’alba sopra il circo Massimo con lo sfondo dei palazzi imperiali sul Palatino  è superba. Irripetibile.
Un dipinto unico. Allora prendo a prestito questa frase e la dedico alla mia città “se un pittore te dovesse pitturà, butta tutti li pennelli e stà a guarda!) (Rugantino- Garinei-Giovannini musica di Trovajoli)
Roma nun fa mai la “stupida”. E’ la stupidità che uccide Roma.

* le foto dei palazzi "orendi" sono  purtroppo reali. Le ho scattate oggi...

 

Enrico Rava-Renato Sellani- Roma nun fa la stupida stasera.

Enrico Rava, nato a Trieste nel '39, è indubbiamente il jazzista italiano più conosciuto a livello internazionale. In trent'anni di carriera, il trombettista, flicornista, compositore ha al proprio attivo oltre settanta incisioni, di cui sedici a proprio nome. Avvicinatosi alla tromba nel '57, grande ammiratore di Miles Davis e Chet Baker, Enrico Rava comincia a suonare giovanissimo nei club torinesi. Nel '63, conosce Gato Barbieri, al cui fianco due anni dopo incide la colonna sonora del film di Montaldo Una bella grinta. In quegli anni incontra Don Cherry, Mal Waldron e Steve Lacy, con il quale suona free jazz in quartetto tra Londra e Buenos Aires (ed è in Argentina, nel '66, che il quartetto registra l'album The Forest and The Zoo). Nel '67, Rava è a New York ed entra in contatto con l'avanguardia free, tra cui Roswell Rudd, Marion Brown, Rashid Ali, Cecil Taylor, Carla Bley. Dopo una parentesi italiana, che lo vede esibirsi con vari musicisti, tra cui Franco D'Andrea, e registrare a Roma con Lee Konitz e a Brema con Manfred Schoof, nel '69 riparte per New York, dove rimarrà per otto anni. I primi tempi suona soprattutto con Rudd, Bill Dixon e la Jazz Composer's Orchestra di Carla Bley, sotto la cui direzione partecipa all'incisione di Escalator Over the Hill. A partire dal '72, anno in cui pubblica Il giro del giorno in 80 mondi, il primo disco a suo nome, Rava dirige quartetti (sia nei club newyorkesi che in tournée in Europa e Argentina) quasi sempre privi di pianoforte. Le collaborazioni e le incisioni si susseguono, preziose, a ritmo serrato, al fianco di prestigiosi musicisti italiani, europei, americani: tra questi John Abercrombie, Joe Henderson, Roswell Rudd, Cecil Taylor, Ray Anderson, Dollar Brand, Franco D'Andrea, Urbani, Miroslav Vitous, Daniel Humair, Paul Motian, John Taylor, Archie Shepp, Misha Mengelberg, Richard Galliano, Lee Konitz, etc. etc. Musicista rigoroso e strumentista raffinato, questo poeta della tromba è anche un sensibile ed abile compositore, amante del jazz, ma capace di suonare nei più disparati contesti e di fondere nel suo personalissimo stile influenze musicali molteplici, dalla musica sudamericana al funk, al rock. Ehm.  Sentito dal vivo (gratis) alla Casa del Jazz (ottima idea della passata giunta) la scorsa estate. Non mi ha deluso affatto.. il secco!

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aprile 4 2008

petrolio

Pil dimezzato
 barile alle stelle
cerco sussidio.

 

 


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marzo 4 2008
chagall-bluelandscape

Marc Chagall   Paesaggio blu  (1887-1985)

Il cielo si porta nel cinto di nuvole
La luna ricurva.
Sotto la forma di falce
Io voglio riposarti in mano.
Sempre devo fare come vuole la tempesta,
Sono un mare senza riva.
Ma poiché tu cerchi le mie conchiglie,
Mi si illumina il cuore.
Stregato
Giace sul mio fondo.
Forse il mio cuore è il mondo,
Batte –
E cerca ancora te –
Come ti devo invocare?

Else Lasker-Schüler

Breve biografia della poetessa

Else Lasker-Schüler, la grande poetessa che Gottfried Benn definì "l'incarnazione lirica dell'ebraico e del tedesco in una sola persona", nacque a Elberfeld in Vestfalia nel 1869 e morì a Gerusalemme nel 1945. Errabonda e fantasiosa frequentatrice del mondo artistico-letterario berlinese legato all'espressionismo, da lei trasfigurato in chiave mistico-magica, fu ispiratrice, amica e corrispondente dei massimi esponenti di quell'avanguardia, da Kraus a Benn, da Werfel a Trakl, da Loos a Walden, che sposò. Autrice di drammi e prose, insignita nel 1932 dell'importante Premio Kleist, fu costretta l'anno seguente all'esilio in Svizzera dall'avvento del nazismo.

Anche Chagall come la Lasker-Schüler, Mann e tanti altri, erano artisti ebrei.

Con questo contesto le polemiche di quelle persone che hanno criticato la presenza di Israele  in qualità di ospite d'onore al Salone del Libro di Torino. Polemiche che poi  hanno preso una piega politica. Questo non è un blog politico. E mai lo sarà.

"Il salone del libro di Torino è dedicato alla letteratura, non alla politica. Israele parteciperà anche al "Salon du livre" di Parigi. In Francia non c'è stata nessuna levata di scudi in proposito.

Vorrei sono esprimere qui la mia personalissima posizione.

Nel mondo ci sono 15 milioni di ebrei. Una popolazione esigua  in confronto a quella musulmana.

Ho grande rispetto per tutte e sottolineo tutte le  minoranze etniche e la loro cultura.

Ogni etnia ha diritto a diffondere la propria letteratura, pittura e quant'altro.

Mi dichiaro filoarmena, filotibetana e filobirmana......filozhuang, filoindios, Filhinuit (non seguito perchè sono state censite circa 300 milioni di popolazioni indigene che vivono in oltre 70 paesi del mondo.

Mi dichiaro anche filosionista per convinzione, per un micron di discendenza familiare e per amore.


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