maggio 25 2008

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Quando un uomo ti dice: "ti adoro"

non ti sussurerà mai: "ti amo"

 

 

Frank Sinatra - I get a kick out of you. (Cole Porter)

"Ti coinvolgeva, eri suo dal primo momento in cui apriva bocca. Gli dissi che questa sua immediatezza mi faceva pensare a un Mozart cantante "

Luciano Pavarotti

"...ascoltatelo soltanto; perché che cosa si chiede a un essere umano più che cantare come un angelo? ... Stava cantando ancora quando il fiato, l’età e la salute dicevano che non era più il caso. Lui stava cantando, come voleva fare sempre. E ancora faceva dei miracoli con quello strumento incantatore fatto di carne, di sentimento, di altissimo talento, di amore insomma "

Mina

" Il colore dei suoi occhi era il colore dell'America, blu, "old blue eyes" azzurro come l'epoca e il sogno nel quale tutto il mondo si è specchiato per 60 anni "

Vittorio Zucconi

 Frank Sinatra nasce a Hoboken, nello stato del New Jersey, il 12 dicembre 1915.
Vive un'infanzia dura e umile: la madre Dolly, di origini liguri (Tasso nel comune di Lumarzo), fa la levatrice e il padre Martin, pugile dilettante di origini siciliane(Palermo), è vigile del fuoco.
Da ragazzino Frank è costretto da esigenze economiche a fare i lavori più umili. Cresciuto per la strada e non sui banchi di scuola, prima fa lo scaricatore di porto e poi l'imbianchino e strillone. A sedici anni, ha una sua band, i Turk.

Frank Sinatra passa alla storia come 'The Voice', per il suo inconfondibile carisma vocale.
Durante la sua carriera incide più di duemiladuecento canzoni per un totale di 166 album, dedicandosi anche, con fortuna, al grande schermo.
Aspetti della sua vita privata si riscontrano proprio nei suoi tanti film di successo.
Famoso latin lover, si sposa quattro volte: la prima a ventiquattro anni, con Nancy Barbato, dal 1939 al 1950,
dalla quale ha tre figli: Nancy, Frank Jr. e Christina che, all'epoca della separazione, hanno rispettivamente undici, sette e tre anni.
Nel 1950 la scadenza del contratto cinematografico con Louis B. Mayer venne a fargli mancare una parte consistente del suo reddito. Sinatra dovette allora cercare quante più scritture possibili come cantante, e si vide costretto ad accettare anche ingaggi-capestro, come quello al Copacabana Club di New York che prevedeva ben tre concerti per sera: all’inizio fu un grande successo, ma in seguito questo produsse degli effetti deleteri sulle sue performances e sul suo stato generale di salute, tanto che una sera, all’inizio del suo terzo show, la sua voce collassò: una emorragia sottomucosa aveva messo fuori uso le sue corde vocali, e sui giornali si cominciò a sostenere che Sinatra fosse finito come cantante.Fortunatamente la guarigione arrivò presto, e nello stesso anno tenne una splendida esibizione al Palladium di Londra; nei successivi due anni riprese ad incidere e prese parte a due film: Quei dannati quattrini (Double Dynamite) e Lasciami sognare (Meet Danny Wilson). Purtroppo queste due pellicole ebbero un pessimo risultato al botteghino; intanto era venuto a mancare il supporto sia della MCA, sua agenzia da molti anni, sia della Columbia Records, che aveva lasciato scadere il contratto. A tutto ciò si aggiunse la persecuzione da parte dell’ufficio delle imposte americano, che chiedeva il recupero di arretrati non pagati.
Poi, dal 1951 al 1957, Sinatra ha un'intensa storia d'amore con Ava Gardner, che riempie le cronache rosa dei giornali del tempo a suon di criticati confetti (per lei lascia la famiglia), di botte e di litigi. Per lei compone "I'm a fool to want you".
Per soli due anni, dal 1966 al 1968, si unisce in matrimonio con l'attrice Mia Farrow e dal 1976 fino alla sua morte resta a fianco dell'ultima moglie, Barbara Marx.
Ma la stampa continua, anche negli ultimi anni, ad attribuirgli flirt: da Lana Turner a Maryline Monroe, da Anita Ekberg ad Angie Dickinson.

Da sempre vicino alle cause per i diritti umani, già nei primi anni '50 si schiera a favore dei neri, vicino al suo inseparabile amico Sammy Davies Jr.
Fino all'ultimo non si sottrae dal compiere nobili gesti di beneficenza a favore dei bambini e delle classi disagiate.
La sua stella non conosce ombre.

Solamente tra il 1947 ed i primi anni '50, attraversa una breve crisi professionale dovuta ad un malore che colpisce le sue corde vocali; il momento di appannamento viene superato brillantemente grazie al film di Fred Zinnemann "Da qui all'eternità", con cui conquista l'Oscar come Migliore Attore non Protagonista.
Tra le tante accuse mosse all'interprete più famoso del secolo, come da molti viene considerato, quella di legami con la mafia. Soprattutto con il gangster Sam Giancana, proprietario di un Casinò a Las Vegas.
Ben più sicuri, i nomi dei suoi più cari amici: da Dean Martin a Sammy Davis Jr, a Peter Lawford, associati nel famoso "rat Pack" resi ancora più famosi dall'originale "Ocean Eleven"

La canzone che forse più lo rappresenta nel mondo è la famosissima "My way", ripresa da moltissimi artisti, e rivisitata in moltissime versioni.
Tra gli ultimi omaggi che l'America tributa a questo grande showman, vi è un regalo speciale per i suoi ottant'anni, nel 1996: per i suoi occhi blu, l'Empire State Building per una notte si illumina d'azzurro tra coppe di champagne e gli inevitabili festeggiamenti, cui The Voice è abituato.
L'omaggio si è ripetuto in occasione della sua morte avvenuta il 14 maggio 1998.

Troppo breve  questa biografia per Frank Sinatra. Bastano però solo due parole "the voice".

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maggio 13 2008
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Foto di MillaParker

Scrivo questo post a “freddo” sebbene abbia ancora in massima produzione gli “enzimi”  per digerire (a mo’ di pitone.. non sopporto i serpenti ma rende) il macigno che domenica 5 maggio ha messo in onda Report. Argomento: l’edilizia a Roma. Che fosse un argomento scontante lo si capiva già, ma questa città, unica, rischia il collasso e maggior   scempio. Ho la fortuna di abitare in un quartiere residenziale nella zona Nord della capitale. Un quartiere nato negli anni sessanta  in pieno boom economico ed edilizio.
Dalla_Balduina 1866Eppure, io nata a due passi dalla cupola di San Pietro, ma anticlericale all’ennesima potenza,  da piccola quando mi domandavano dove abitassi, dicevo un po’ sconsolata : “abito in periferia!” Dieci minuti al massimo  di moto e sono in centro, Nel centro di Roma. Sono passati molti anni (e lo confesso circa 46 anni..e mo’ fatevi conti!..). Quello che definivo “quartiere periferico” è diventato semicentrale! Dietro tonnellate di metri cubi di cemento. Arrivano quasi, anzi senza quasi, in terra d’Etruria. Tra un po’ tra Roma Nord e Viterbo non ci sarà più confine!
E’ inutile che vi parli del traffico. Grazie ad una galleria che passabalduina sotto il colle (non uno dei sette e nemmeno l’ottavo!) qualcosa in più abbiamo ottenuto. Abbiamo anche un treno fortunatamente coperto ottenuto   dopo che il comitato di quartiere aveva alzato le barricate  come fecero i francesi a Porta Pia, poiché qualche progettista intelligente voleva far passare la ferrovia scoperta in mezzo ai palazzi.
Certo devo dire che la famosa “Teca” che ricopre l’Ara Pacis,quella specie di costruzione  simile ad una pompa di benzina  art decò di south beach (Miami),  non è una bellezza. Anche perché  che a dire il ara_pacis2vero “cozza” un po’ tra le chiese di San Rocco (facciata del Valadier) il retro di San Carlo al Corso (1600) ed alla fine quella di S. Girolamo (1588 circa) e il mausoleo di Augusto (ometto l’edificio del ventennio  di Morpurgo, ma almeno ha un bel mosaico). Isomma la teca di Richard Meier credo che sia un granellino di sabbia, una goccia nel mare magnum della tragedia  dell’edilizia romana.
Non è assolutamente facile mettere una “toppa” al vandalismo edilizio, all’onda anomale di calcestruzzo,  ma credo che sia ancora possibile contenere i danni e pensare al futuro. Più “urbano”.
Più di un amico ha lasciato Roma, chi per la campagna, chi per un altra regione, chi addirittura per altri paesi, paesi civili come la Germania, il Portogallo, la Francia, dove per compensare alla storica mancanza della “carbonara”, dell’”amatriciana”, delle “puntarelle”, carbonarahanno case che costano un quarto, linee metropolitane efficientissime, ospedali… e potrei continuare citando per ogni “gustosa” ricetta un “valido” servizio, servizio che realmente migliora la vita di un cittadino, assai di più di un piatto di pasta. (Le puntarelle ve le lascio..la carbonara no! Per mille merluzzi!)
Ho visto sorgere (oddio! mi sa di Blade Runner.. ma andremo a finire così) quartieri orribilmente cresciuti a ridosso dei ruderi archeologici. Zone dormitorio. Un esempio è il quartiere a sud di Roma dove hanno da poco trasferito l’ufficio dell’azienda per cui lavoro (Una fortuna! Abito a Roma nord e lavoro a Roma Sud!) 6 “torri” tagliate a metà. palazzoorendoMezze adibite ad uffici e mezze ad abitazione, Squallore e disagio per la signora che ha la testata del letto dietro le nostre  macchinette del caffè! Tutta la notte il rumore del motore del frigo.. morale.. hanno spostato tutto! A parte queste note folkloristiche, nel quartiere senza nome (come Giovanni senza terra!) i palazzi sono orribili. Addirittura uno ha una canna fumaria esterna di mattoni rossi. Sembra un tetro crematorio nazista!  Cosa offre di svago questo quartiere? Una tavola calda (il famoso “unto”) ed un bar, un parrucchiere. Niente altro. Ma dico una posta, una banca.. dei servizi  per uso civile. Librerie e posti simili sono un miraggio! Ma cosa fanno i ragazzi la sera in questo dormitorio???? Potete immaginarlo! E come questo di quartiere senza nome e senza servizi ce ne sono a centinaia. Case tutte uguali. Al massimo un centro commerciale. Odio i centriikea commerciali. Non c’è giorno, non c’è notte. Solo luci ed corridoi anonimi. Ragazzine che girano e girano senza uno scopo con l’orrido hamburger del fast food e la coca cola.
Bisogna capire che un paese “povero” non necessita di centri commerciali sempre più grandi dove giovani dementi armati di indelebili pennerelli possano apporre la firma del loro inutile passaggio, capire che il patrimonio artistico di questa città richiama tanti di quei turisti che non si può permettere a categorie intere (tassisti, ristoratori, baristi…) di delinquere legalmente, capire che il futuro del mondo intero, e Roma è, o quantomeno era, Caput Mundi, sarà multietnico, multirazziale, come le grandi capitali europee e straniere.
bercy1No signori miei !Specchiamoci sugli esempi dei quartieri satelliti di Bercy -Tolbiac (Parigi) dove il comune è imprenditore di se stesso, dove l’edilizia popolare si divide con quella residenziale e quella degli uffici. I centri commerciali sono banditi. Si incrementa il bottegaio (quanto mi piace parlare con i bottegai! Ne hanno cose da raccontare!).
Roma, la mia città, è in mano ai palazzinari tipo Caltagirone (quello delle case tutte uguali), dei Toti, degli Scarpellini (un nome una garanzia) quelli che intervistati dicono: “me so fatto da solo. So’ venuto su da gnente!” Appunto! Si vede che non ha nemmeno un palazziorendibriciolo di comprendonio per capire come andrebbe costruito un palazzo decente! Comprano terreni, chiedono il permesso per un tot di Metri cubi e poi con una legge chiamata “accordo di  programma” donano pochi spiccioli al comune per costruire un tratto della metro c-d-e-f-g ( tra cent’anni!)in cambio dell’ampliamento della cubatura! Ed senza contare il finanziamento che elargiscono   (legge odiosa) i partiti.. TUTTI! SENZA DISTINZIONE!
Roma collasserà tra breve. Non si circolerà più. Aumentano gli scooter, la grande massa motorizzata a due ruote che è già miracolata se torna illesa la sera casa (si impone un pellegrinaggio al Divino Amore in caso di ossa intere, sempre che non ci sia traffico!). L’agro romano non esiste più. La Roma degli acquarelli di Ettore Ripetta_RoeslerRoesler Franz sono ormai lontani. Il vecchio Porto di Ripetta ha fatto spazio agli argini mussoliniani (ma li è stato un obbligo…se passate per il centro potete vedere ogni tanto delle piccole lapidi sui muri della case Segnano l’altezza dell’acqua quando “er tevere straripava”)
Roma non è New York dove abbattono i grattacieli vecchi per costruirne  dei nuovi.  Noi che abbattiamo?? Il Colosseo, l’Arco di Costantino? La Domus Aurea?? Abbatteremo Castel Sant’Angelo per costruire ancora un sottopasso ? (un’idea fantastica  delle passate gestioni. Non sto assolutamente scherzando) . Distruggeremo P.zza Navona per fare un parcheggio sotterraneo per i residenti?? (pare che sia di gran moda).
Aveva ragione l’Albertone Nazionale quando rispondeva a chi gli domandava « scusi Sordi, ma lei dove va in vancanza ? » e lui “ma come in vacanza??? Abito a Roma. Più vacanza de questa!!”
Ci passo per il centro,  ci passo davanti alla splendida villa di Sordi.roseto  Tutti i giorni. Le ruote della mia moto come i piedi dei turisti,  calpestano “la storia”. L’alba sopra il circo Massimo con lo sfondo dei palazzi imperiali sul Palatino  è superba. Irripetibile.
Un dipinto unico. Allora prendo a prestito questa frase e la dedico alla mia città “se un pittore te dovesse pitturà, butta tutti li pennelli e stà a guarda!) (Rugantino- Garinei-Giovannini musica di Trovajoli)
Roma nun fa mai la “stupida”. E’ la stupidità che uccide Roma.

* le foto dei palazzi "orendi" sono  purtroppo reali. Le ho scattate oggi...

 

Enrico Rava-Renato Sellani- Roma nun fa la stupida stasera.

Enrico Rava, nato a Trieste nel '39, è indubbiamente il jazzista italiano più conosciuto a livello internazionale. In trent'anni di carriera, il trombettista, flicornista, compositore ha al proprio attivo oltre settanta incisioni, di cui sedici a proprio nome. Avvicinatosi alla tromba nel '57, grande ammiratore di Miles Davis e Chet Baker, Enrico Rava comincia a suonare giovanissimo nei club torinesi. Nel '63, conosce Gato Barbieri, al cui fianco due anni dopo incide la colonna sonora del film di Montaldo Una bella grinta. In quegli anni incontra Don Cherry, Mal Waldron e Steve Lacy, con il quale suona free jazz in quartetto tra Londra e Buenos Aires (ed è in Argentina, nel '66, che il quartetto registra l'album The Forest and The Zoo). Nel '67, Rava è a New York ed entra in contatto con l'avanguardia free, tra cui Roswell Rudd, Marion Brown, Rashid Ali, Cecil Taylor, Carla Bley. Dopo una parentesi italiana, che lo vede esibirsi con vari musicisti, tra cui Franco D'Andrea, e registrare a Roma con Lee Konitz e a Brema con Manfred Schoof, nel '69 riparte per New York, dove rimarrà per otto anni. I primi tempi suona soprattutto con Rudd, Bill Dixon e la Jazz Composer's Orchestra di Carla Bley, sotto la cui direzione partecipa all'incisione di Escalator Over the Hill. A partire dal '72, anno in cui pubblica Il giro del giorno in 80 mondi, il primo disco a suo nome, Rava dirige quartetti (sia nei club newyorkesi che in tournée in Europa e Argentina) quasi sempre privi di pianoforte. Le collaborazioni e le incisioni si susseguono, preziose, a ritmo serrato, al fianco di prestigiosi musicisti italiani, europei, americani: tra questi John Abercrombie, Joe Henderson, Roswell Rudd, Cecil Taylor, Ray Anderson, Dollar Brand, Franco D'Andrea, Urbani, Miroslav Vitous, Daniel Humair, Paul Motian, John Taylor, Archie Shepp, Misha Mengelberg, Richard Galliano, Lee Konitz, etc. etc. Musicista rigoroso e strumentista raffinato, questo poeta della tromba è anche un sensibile ed abile compositore, amante del jazz, ma capace di suonare nei più disparati contesti e di fondere nel suo personalissimo stile influenze musicali molteplici, dalla musica sudamericana al funk, al rock. Ehm.  Sentito dal vivo (gratis) alla Casa del Jazz (ottima idea della passata giunta) la scorsa estate. Non mi ha deluso affatto.. il secco!

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aprile 9 2008

logo_RAITra i vari catodici anzi digitali (anche se ormai obsoleti)  Carabinieri, medici in famiglia e Don Mattei, fintino all’ottantesima serie (peggio di 11 atti di danze balinesi che mi sono sorbita al Lago Batur) il palinsesto Rai ha messo a segno due “sceneggiati” , come si chiamavano una volta. (Io sono rimasta a “la freccia nera” e a “la cittadella”.)
carUno era “Caravaggio”, che è stato trasmesso  qualche mese fa e che ho trovato molto bello. Ottima realizzazione, ambientazione storica. Luci magnifiche (Storaro) . Sicuramente fedele a quanto ci è stato tramandato delle vita di questo grande artista.
Interprete principale un bravissimo Alessio Boni.
Lunedì e questa sera la Rai chi ha messo in onda “Rebecca- La prima Moglie” tratto dall’omonimo romanzo di Daphe du Maurier, autrice anche de “Gli uccelli”.
Brevemente la trama:
A Montecarlo una giovane dama di compagnia conosce e sposa il ricco vedovo Maxim De Wintermanderly. Una volta rientrati in Inghilterra , nella sua magione a Manderley il ricordo ossessionante della prima moglie Rebecca, alimentato dall governante pazza sig.ra Danvers , porta la ragazza sull’orlo della follia: finché il mare non restituisce il cadavere di Rebecca e Maxim è accusato di omicidio.. Per quanto riguarda il romanzo, ma anche il film, occorre sottolineare come tutte le paure della giovane moglie svaniscano per incanto quando Maxim, mentre le confida di essere un assassino, dichiara di non aver mai amato Rebecca e di non essere mai stato felice con lei. Inoltre è proprio in questa scena che Maxim, per la prima volta, dichiara apertamente il suo amore alla giovane moglie. Nel corso delle indagini si viene a sapere che Rebecca era malata terminale di cancro e il caso viene chiuso come suicidio Ora Maxim e sua moglie possono finalmente vivere tranquilli, mentre la pazza Danvers appicca il fuoco al quella meraviglia di castello.
reeeAll’inizio sono rimasta abbastanza contrariata , gridando quasi al sacrilegio! Come osa la Rai proporci il remake di un capolavoro (premio oscar per il miglior film)  del 1940 diretto da  Alfred Hichcock?
Nel cast del film originale attori come Sir Laurence Olivier, Joan Fontaine, George Sanders. 
Due mostri sacri. Olivier attore di teatro shespiriano, eclettico, con una maschera naturale di viso sofferente (devo riconoscere che assomigliava a mio padre…ma lui non faceva l’attore..e non era Sir Lawrence.)
Il film in bianco e nero sul dictat del produttore David O. Selznick (uno che ha avuto il fiuto di finanziare film come Via col Vento, e Duello al Sole tanto per citarne un paio) ha seguito fedelmente la trama del libro. Per me è uno dei cult del cinema,uno di quei film che si   possono rivedere tremila volte  rimanendo sempre appiccicati  alla tivvù avendo la sensazione di guardarlo per la prima volta.
La Rai ha osato. Ha fatto semicentro.
I remake si sa sono sempre facili al paragone e spesso si  rimpiangono gli originali per non parlare poi dell’adattamento dal grande al piccolo schermo.
Max de Winter è stato interpretato benissimo  da un sempre ottimo Alessio Boni a cui va il plauso di rebecca_presentazione01fare delle scelte sempre buone.
Cristiana Capotondi è nel cast come la seconda signora De Winter
Che dire della tetra  ed ossessiva sig.ra Danvers? La ormai consumata Mariangela Melato, scippata al teatro, è stata perfetta. Nulla da eccepire. Anche somigliante! (in questo caso vorrebbe essere un complimento …)
rebecca_presentazione03Certo un castello come Manderley  in Italia non si trova….forse sarebbe stato più indicato il castello Windsor, abbastanza paragonabile al maniero dei de Winters , ma credo che la Corona Inglese avrebbe preteso un bel mucchio di sterline per la concessione alle riprese.
Comunque la prima puntata ha rispettato la trama sia del libro che del film. La seconda puntata mi ha deluso. Non riesco a capire perché la sceneggiatrice, a cui va la mia tirata d’orecchie, abbia sconvolto quanto scritto dalla du Maurier. Forse noi vecchie generazioni siamo più legati agli origianali e quindi anche dei cambiamenti, qui non assolutamente necessari, ci sconvolgono.
Comunque, tirando le conclusioni, quando c’è sostanza, c’è una sceneggiatura che regge , e questa regge eccome, anche le fiction della RAI possono essere di ottima qualità.oliv
Allora invece di fare Don Matteo   serie 199 con il povero Terece Hill che non fa sempre più fatica  a stare in sella alla sua bici e che a questo punto per anzianità dovrebbero promuovere alla porpora cardinalizia, perché non dedicarsi di più alla produzione di sceneggiati di questo calibro?
Bhè mia nipote di 21 anni era li con me questa sera a vedere “Rebecca”.. Non si è persa una battuta. Non conosceva né il libro né il film.
Le ho dato le coordinate di dove potesse trovarsi quel testo ormai “sacro” edizione originale “Medusa” verde e bianco che mi ha lasciato in eredità mia nonna. Le ho raccomandato di trattarlo bene. Adesso lo sta leggendo. Meglio, lo sta divorando!
Rebecca è stato il film dell’adolescenza di mia madre, il mio primo libro della mia di adolescenza. Che mia nipote sia in un leggero ritardo generazionale??
Comunque, da nostalgici del bianco e nero, godiamoci qualche scena del vecchio e unico film.
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marzo 17 2008

Lhasa-737900

Come si dice”Olocausto” in Tibetano?
 
Iniziarei a chiedermelo.
Iniziarei a chiedermi perché dobbiamo andare alle Olimpiadi.
Inizierei a chiedermi se la Repubblica in-Popolare cinese ( comunista quando le pare) fa talmente paura , soprattutto dal punto di vista commerciale,  che nessuno osa contraddirla
Inizierei a chiedermi perché l’ONU non invia delle truppe. In Serbia sì, in Afghanistan ancora siì e poi in Iraq naturalmente.
Inizierei a chiedermi perché parte dell’Italia di fronte a questo genocidio di massa continua ad avere rapporti con la Cina soloTibetan_Monks perché ci sono affinità di colore di bandiera. Rosso. Come il sangue dei Tibetani.
Inizierei a chiedermi  perché Rogge, presidente del Comitato Olimpico, dice che è inutile boicottare, tanto la situazione non cambia, e che si penalizzerebbero solo atleti innocenti? (facile questa!)
Inizierei a chiedermi come mai nessuno ricorda lo sterminio di 1.200.000 tibetani da parte dei cinesi, cioè circa un quinto della popolazione?
Inizierei a chiedermi se mai qualcuno abbia capito che la repressione non paga.
Inizierei a chiedermi ( ma questo l’ho fatto da tempo) che cavolo di mondo sia questo.
 vaticano
 
 
Aggiornamento: "Ieri il papa ha condannato le guerre nel mondo ma non ha parlato del Tibet. Il Vaticano ha in corso un negoziato per riallacciare i rapporti diplomatici con Pechino; esita a prendere una posizione sul Tibet che potrebbe compromettere questo storico obiettivo." Da Repubblica on line di oggi. Non ho parole!!
Anzi pare che il Vaticano non abbia notizie precise in proposito! Hanno il più grande servizio segreto del mondo, migliore della CIA e del Mossad, e caso strano si perdono una "guerra" di questo genere! E siamo tutti fratelli su questa terra! Poverò Cristo! Non ho la forza vedere il Papa che recita, perchè a questo punto di tratta di "recita" la messa di Pasqua ed inneggia alla resurrezione! Vabbè. Pronta alla scomunicia.
Grazie  Kittymol77!
 
 
 
Storia del  Tibet dall'invasione della Cina
1949-Proclamazione delle Repubblica Popolare Cinese. La Repubblica Popolare Cinese minaccia di "liberare il Tibet dalla tirannia del Dalai Lama" Il Tibet fa cart_tibetappello alle Nazioni Unite. L’Armata di Liberazione Popolare entra nel Tibet orientale.
1950-La Cina comunista invade il Tibet centrale. Il Governo tibetano è costretto a negoziare la "liberazione pacifica" del Tibet.
1951-Il Tibet viene incorporato nella Repubblica Popolare Cinese attraverso il patto in17 punti.
1951-1954-Periodo di coesistenza tra il Governo Tibetano e le autorità cinesi. La Cina adotta una politica molto cauta fin quando non si è garantita il controllo militare, logistico e politico del Tibet.
1954-Vengono portate a termine le strade che collegano la Cina al Tibet. L’India riconosce la sovranità cinese sul Tibet nel trattato "Panchshila". La Cina dà inizio alla trasformazione politica del Tibet.
1955-Inaugurazione del Comitato Preparatorio per la Regione Autonoma Tibetana (TAR) e lo scioglimento effettivo del Governo Tibetano.
1956-Nel Tibet orientale, esternamente al TAR, vengono imposte "riforme democratiche". Nel Tibet orientale inizia una rivolta anti-cinese. Il Dalai Lama in visita in India, minaccia di chiedere asilo politico.
1957-Il presidente Mao inaugura nel TAR una politica di limitazione, incluso il differimento delle riforme e la riduzione dei quadri cinesi han, ma nel Tibet orientale continuano le "riforme democratiche" e la repressione della rivolta.
1958-"Grande balzo in avanti". Nel Tibet orientale è iniziata la collettivizzazione, che inasprisce la rivolta. La rivolta si diffonde nel TAR.
r158346_5753691959-L’opposizione tibetana agli ordinamenti cinesi culmina con la rivolta di Lhasa e la partenza del Dalai Lama per l’India. Nelle rivolte tra il 1956 e il 1959 vengono uccisi decine di migliaia di tibetani, la maggioranza nel Tibet orientale. Dopo la rivolta, la Cina istituisce le "riforme democratiche" nel TAR e la prepressione della resistenza tibetana.
1959-1962-Decine di migliaia di tibetani vengono imprigionati. Le "Riforme democratiche" delle istituzioni religiose porta allo spopolamento dei monasteri, all’arresto di molti monaci e al saccheggio delle proprietà traduce nell’inedia di migliaia di tibetani, specialmente di coloro che sono rinchiusi nelle prigioni. Dal 1962 circa 70.000 tibetani si sono rifugiati in Nepal e in India.
1966-1976-Grande Rivoluziopne Culturale Proletaria. I monasteri tibetani e i monumenti religiosi vengono distrutti. La cultura tibetana viene repressa. Il caos della rivoluzione culturale cinese culmina nella rivolta anticinese di Nyemo, negli anni 1968-1969. All’inizio del periodo viene avviata la collettivizzazione, che sarà completata alla fine. La collettivazione e le preparazioni alla guerra dei cinesi creano nuove carestie tra il 1969 e il 1972.
1976-Muore il presidente Mao.
1979-Deng Xiaoping introduce la politica di liberalizzazione post-maoista sia in tibet1Cina che in TIbet.
1979-1984-Dialogo sino-tibetano circa il rientro in Tibet del Dalai Lama. La liberalizzazione economica e culturale provoca il rifiorire della religione, della cultura e del nazionalismo tibetano. L’apertura delle frontiere del Tibet internazionalizza la questione tibetana.
1984-Il CCP avvia una politica di sviluppo economico che incrementa enormemente il numero di cinesi in Tibet.
1987-A Washington, il Dalai Lama annuncia il suo Piano di Pace in Cinque Punti. A Lhasa avvengono dimostrazioni in favore del Dalai Lama e dell’indipendenza del Tibet. Il Dalai Lama fa la proposta di Strasburgo.
1987-1989-A Lhasa si susseguono in continuazione dimostrazioni e tumulti a sostegno dell’indipendenza tibetana.
1989-In Tibet viene dichiarata la legge marziale, poco dopo il massacro nella piazza di Tienanmen a Pechino. Il Dalai Lama è insignito del Premio Nobel per la pace.
1992-La Cina limita tutti gli aspetti dell’autonomia tibetana identificandoli come nazionalismo tibetano, religione e lingua comprese.
1994-Il terzo Convegno di lavoro (Forum of Work) in Tibet promuove la politica di sviluppo economico, la colonizzazione, la restrizione dell’autonomia, la BANDIERA_TIBETrepressione della resistenza e lo sradicamento dell’influenza del Dalai Lama.
1995-La Cina sceglie il suo Panchen Lama in opposizione alla scelta del Dalai Lama. Continua la campagna di sradicamento dell’influenza religiosa e politica del Dalai Lama.
1996-Inizia nei monasteri una rieducazione intensiva.
1997-Comincia una campagna contro gli aspetti della cultura tibetana identificati come ostacoli allo sviluppo.
1998-2000-Ancora nessun significativo cambiamento.
Le recenti scandalose pressioni (settembre 2000) del governo cinese sull'ONU per l'esclusione di Sua Santità il Dalai Lama del Tibet dal Summit per la Pace del Millennio a cui hanno partecipato circa mille leaders spirituali, offre un buon metro per la misurazione dello stato attuale delle cose.
 





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febbraio 27 2008

img_1169 Roma di Notte - P.zza Campo dei Fiori

Lascia che sia la sera a prenderci
Tra luci di negozi, vicoli
Osterie e calici di vino

Lascia che sia la sera a prenderci
Tra abbracci, sorrisi e baci
Nella bellezza indiscussa di questa città

Lascia che sia la sera che possa e ancora
Parlare di noi confusi  tra la folla tra gli altri.
Lascia che sia…Lascia che sia.

Al mio Gentiluono d'oltreoceano.


Nato tra questi vicoli.

rome_trastevere

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