febbraio 11 2008

 

 

 

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È il romanzo della nostalgia, in senso etimologico e cioè del dolore del ritorno per l’altro alter ego del creatore di Bandini, Henry Molise.
La confraternita dell’uva non è estraneo alla drammaticità, e non è tuttavia un libro tragico: strappa sorrisi con la stessa facilità con cui precipita nell’amarezza. Perché il ritorno a San Elmo, California, è per il maturo scrittore italoamericano l’ultima occasione per confrontarsi con il padre, e per capirlo: è un'improvvisa restituzione alle G3677-5079-265_60403_370_36x48--prospettive e alla dimensione dell’adolescenza e della giovinezza; quelle prospettive e quella dimensione che erano sfumate quando aveva assunto consapevolezza di se stesso: “Sì, me ne andai. Lo feci prima ancora di compiere vent’anni. Furono gli scrittori a portarmi via. London, Dreiser, Sherwood Anderson, Thomas Wolfe, Hemingway, Fitzgerald, Silone, Hamsun, Steinbeck. In trappola, barricato contro il buio e la solitudine della valle, me ne stavo lì coi libri della biblioteca pubblica impilati sul tavolo da cucina, solo, ad ascoltare il richiamo delle voci dei libri, con la brama di altre città”.
Ed era rimasto un dago, o un wop (dispregiativo con cui gli americani indicavano un italiano): un dago intellettuale, un wop scrittore , qualcosa di incomprensibile per l'aristocrazia razzista wasp di una nazione che giudicava gli italiani , creature di sangue africano, col serramanico a portata di mano e la tragedia d?una patria distante caduta ormai nelle grinfie della Mafia.
Henry Molise era ancora un emigrante italiano, e tuttavia era unil mondo dell emigrante italiano della seconda generazione: come i suoi fratelli, aveva avuto discreta fortuna nell’ambientazione nel tessuto sociale statunitense, deludendo i sogni e le aspettative d?un padre che li sognava ferventi cattolici e splendidi muratori.
Nick Molise è un vecchio a capo di una famiglia patriarcale. Figlio del conservatorismo italiano e del più gretto provincialismo di certe nostre terre. Orgoglioso e fiero dei suoi talenti di artigiano e di scalpellino, e delle sue opere ancora in piedi dopo anni ed anni, autoritario e rigido in famiglia, non insensibile al fascino delle donne e dell’alcool: e tuttavia uncinato al suo primo e unico matrimonio, dopo cinquantuno anni. Maria è una santa madre italiana, tutta cucina e tolleranza delle stravaganze e delle irregolarità del capriccioso marito: quattro figli, infinita pazienza, accettazione di qualche violenza in casa, ma sempre alla fine a difendere con il suo orgoglio di moglie italiana e cattolica oltre modo, il suo Nick.

by ludmillaParker | commenti (36) | commenti (36)(popup)
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